I DOMENICA DI AVVENTO
Domenica, 15 novembre 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
L’Avvento fa pensare istintivamente al Natale che si avvicina, ma la liturgia ambrosiana in queste prime settimane ci orienta a guardare l’orizzonte ossia la fine del tempo, quando “Dio sarà tutto in tutti” e la storia giungerà alla sua pienezza. Il futuro promesso dall’amore di Dio esorta ad un’operosa attenzione sul presente che stiamo vivendo.
La Parola di Dio ci esorta a stare saldi nelle promesse ricevute, senza cedere a facili illusioni né a sterili pessimismi: il Signore ama e abita il mondo. Egli è vicino alle nostre difficoltà e condivide le nostre speranze: per questo l’attesa e la ricerca della sua presenza richiedono una vigilanza costante, operosa e serena.
Atto penitenziale
Carissimi, il Signore Gesù ci invita alla vigilanza, per non farci trovare impreparati alla sua venuta e poterlo accogliere con un cuore e una vita rinnovati: riconosciamoci quindi peccatori e bisognosi di salvezza, e affidiamoci alla sua infinita misericordia.
Tu, Figlio di Dio, che ti sei fatto uomo per salvarci: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, Figlio dell’uomo, che continui a visitarci con la grazia del tuo Spirito: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, Figlio primogenito del Padre, che verrai un giorno a giudicare le nostre opere: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
Isaia contrappone l’instabilità della terra, che crolla a motivo della perfidia degli uomini, alla stabilità di Dio che regna nella sua pace. Dio viene a giudicare e a liberarci dal male, donando alla storia il fondamento stabile della giustizia.
Epistola
La venuta del Signore che attendiamo significa la nostra piena partecipazione alla sua Pasqua. Egli vince ogni potenza di male e la morte, donandoci di dimorare nella stessa relazione filiale, intessuta di amore e obbedienza, che vive con il Padre.
Vangelo
I discorsi escatologici rivelano come vivere il presente nell’attesa del Signore che viene. Due le tentazioni possibili: non attendere più, senza perseverare nelle difficoltà, oppure lasciarsi ingannare da falsi profeti e dall’idolatria (l’abominio della devastazione).