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NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Domenica, 08 novembre 2026

VANGELO STORICO

Introduzione
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

Gli avvenimenti storici
È il mattino del 3 aprile dell’anno 33 (Gv 18, 33c-37).
Durante la notte Gesù si è lasciato arrestare dai Giudei, lontano dalla folla. Al mattino lo conducono dal procuratore Ponzio Pilato.
Quando Pilato inizia a interrogarlo, Gesù gli chiede come sa che lui è il re dei Giudei. Ciò fa supporre che al procuratore fosse giunto da Roma l’ordine di non opporsi al re dei Giudei, che avrebbe fatto il suo ingresso a Gerusalemme. Come altrimenti era potuto succedere che i Romani non muovessero un dito vedendo la folla che lo acclamava.
Si può pensare che Pilato fosse stato inviato in Palestina come procuratore per interessamento di Seiano. Questi era ormai caduto in disgrazia ed era stato condannato a morte nel 31 da Tiberio, per le sue trame contro la famiglia imperiale.
Ora il procuratore non si sentiva più sicuro e poteva aspettarsi di essere sostituito, anche da un nuovo re dei Giudei, e ormai non gli dispiaceva granché.
Pilato ammette di non capire che cosa hanno in mente i Giudei e che cosa può aver fatto Gesù perché i Giudei consegnino il loro re al procuratore. Gli appare assurdo.

Guardie
Le guardie di Gesù non sono gli Apostoli, che non erano militari: sono invece gli uomini che i "fratelli" di Gamla, avrebbero messo a disposizione se Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci presso Betsaida, non si fosse nascosto ad aspettare la notte e avesse permesso loro di farlo re.
Essi dovettero capire presto che Gesù non voleva essere un re di quelli di questo mondo, ma che voleva dare anche a loro «vita», se lo seguivano come re nella «verità».

Il Regno nel mondo
Il Regno del Cristo non è “da” questo mondo, cioè non ha origine da questo mondo: così si legge in greco. Anche se si potrebbe intendere come complemento di specificazione, è più letteralmente un complemento di origine. Non si possono interpretare queste parole come indicazione che il Regno di Gesù e del Padre non si realizzi nel mondo.
Gesù è venuto nel mondo a compiere il suo ministero pubblico di Cristo Re, rendendo testimonianza alla verità divina, che è la verità totale: «… chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce» ed è “suddito” del Regno di Dio.
Il regno di verità deve realizzarsi in questo mondo, nei tempi e nei momenti stabiliti dal Padre, altrimenti a che cosa serviva parlarne tanto, se Dio lo realizzava tutto da solo nell’aldilà?
Dio può trovare il modo di salvare chiunque per l’eternità, anche chi è lontano e lo odia.
Il Regno di Gesù è destinato a cambiare la vita umana, in questo mondo, così che prosegua nell’eternità a lode e gloria dell’Autore. Ma non si potrà mai confondere questo Regno con uno dei regni del mondo.

Regno di verità
Gesù spiega così che è in suo potere qualcosa che gli uomini di questo mondo non raggiungono.
Egli ha tracciato una via, con i miracoli e con le sue parole, per accedere al suo Regno da questo mondo. Questa via porta a qualcosa che non teme più la morte, passaggio obbligato per chi è in questo mondo.
C’è dunque un ponte attraverso cui, seminando in questo mondo corruttibile, si raccolgono frutti di vita incorruttibili nell’altro, nel Regno di Gesù e del Padre.
Il ponte è il re di verità, Gesù, perché la morte è il risultato più perfetto e concreto della falsità, è il segno più evidente della menzogna del diavolo e del “mondo”.
Noi non vediamo il Regno di Dio, l’aldilà, non possiamo sperimentarlo con i sistemi scientifici. Non sembrerebbe dunque pratico pensare al Regno di Dio. Ma Gesù, davanti alla sua morte, rende testimonianza alla verità che egli è il Re, ben visibile in quegli anni, di un Regno, di un mondo invisibile agli occhi di questo mondo.
Rende testimonianza che la verità è la luce e la vita, unisce questo mondo a quello del Padre, mentre la falsità, entrata nel mondo con il peccato originale, li aveva divisi inesorabilmente.
È Gesù Cristo il Re che rende concreto e pratico cercare questo Regno, per agire in modo degno di esso.
La conferma verrà dalla risurrezione; e questa è testimoniata in modo preciso dal racconto dei quattro Vangeli, purché si abbia l’accortezza di leggerli combinando i fatti nella giusta successione di tempo.

Giovanni Conforti