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IX DOMENICA DOPO PENTECOSTE - anno A

Domenica, 26 luglio 2026

VANGELO STORICO

Introduzione
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

Marco, Matteo e Luca
Marco (Mc 2, 1-12) ha presenti, come al solito, gli altri tre Vangeli.
Li riassume ma, all'occorrenza, li arricchisce con le considerazioni dell'apostolo Pietro.
Marco e Luca parlano del tetto scoperchiato, essendone questo avvenuto in casa di Pietro. Luca precisa che tolsero le tegole.
«Non potendo però portaglielo innanzi» è ripreso da Luca.
«Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati» è simile a Matteo.
Anzi, perfino Matteo, che di solito cambia tutto ciò che è possibile, qui conserva le parole di Gesù. Era troppo importante la dimostrazione, che il Cristo forniva, di poter rimettere i peccati potendo guarire il paralitico, inguaribile anche oggi.

Il potere di rimettere i peccati
Tutti e tre i sinottici testimoniano queste parole di Gesù e questo fatto. L'avvenimento è storico, perciò il potere di Gesù è sicuro.
Che senso avrebbe avuto che la gente dicesse «non abbiamo mai visto nulla si simile», se ciò fosse stato pura fantasia e non un fatto storico a cui rendere testimonianza legalmente valida?
Se fosse stata opera di un illusionista, l'evangelista avrebbe parlato della folla con tono compassionevole.
Se il fatto fosse stato inventato, sarebbero state usate molte parole per esaltare i grandi poteri di Gesù.
Invece si risolve tutto in una breve e semplice espressione di meraviglia.
Occorre dire chiaramente che, se non ci curiamo di stabilire il valore storico di fatti come questo, trasformiamo il Cristianesimo in tanta buona volontà di fare il bene, ma con le sole nostre capacità umane.
Si arriva a tal punto da pensare che Gesù Cristo "bestemmiasse", dicendo di poter fare cose impossibili, sia guarire con un miracolo, sia cancellare realmente una colpa.
Bisogna svegliarsi: noi Cristiani non abbiamo solo bisogno di credere, ma dobbiamo dare sapore al mondo.
Gesù ha poi trasmesso il suo potere ai discepoli, dopo la risurrezione, con la dichiarazione che ciò che avrebbero perdonato sarebbe stato perdonato anche in cielo.
Questo potere, che Gesù ha voluto mettere in evidenza, noi lo dimentichiamo? Dimentichiamo il sacramento della Riconciliazione, come se non producesse un effetto reale e necessario alla vita?
Forse ci bastano le diverse spiegazioni psicologiche dei nostri stati d'animo, che hanno però il risultato di far invecchiare lentamente anche l'anima?
Forse, anzi senz'altro, il fatto che non si parli più di anima, come se Gesù non ne avesse parlato, rende inutile il perdono dei peccati.

Senza il perdono di Dio la vita si dissolve
Senza la salute non si riesce a compiere i lavori normali; senza il perdono reale dei peccati questi ci condizionano sempre più, fino a renderci complici del diavolo. Non è più possibile essere benevoli, non è più possibile sorridere sinceramente. Si perde continuamente qualche parte della nostra vita, essendo noi esseri dotati di anima.
Un essere condizionato dalla realtà del mondo non ha nemmeno colpa dei suoi peccati, come non si darebbe onestamente alcuna colpa a un animale.

Giovanni Conforti