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VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE - anno A

Domenica, 05 luglio 2026

VOCE GUIDA

Introduzione
A Mosè, che durante l’esodo verso la terra promessa, chiede di poter vedere la sua gloria, Dio risponde che mostrerà la sua bontà e la sua grazia nella misericordia e nella fedeltà. Il Dio affascinante e misterioso vuole farsi conoscere, ma solo in parte, di spalle, manifestando la sua disponibilità e benevolenza.
Con la venuta del Figlio, Gesù, l’Alleanza si fa nuova e definitiva stabilendosi nell’animo di ogni credente. Quelli che – amando, pregando, dicendo e facendo il bene – si propongono di custodirla saranno beati, mentre chi non se ne cura resterà estraneo al valore di tante circostanze e al gusto di vivere.

Atto penitenziale
Fratelli e sorelle, il Signore, che ha fatto di noi il suo popolo, ci chiama alla conversione: disponendoci al pentimento, riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con fiducia e speranza la misericordia di Dio.
Confesso a Dio onnipotente...

Lettura
Per comprendere questo brano occorre ricordare che esso si colloca dopo l’episodio del vitello d’oro. Dio rinnova l’alleanza infranta dal peccato. Diventa chiaro che l’alleanza, più che sulla fedeltà dell’uomo, si fonda sulla fedeltà di un Dio «misericordioso e pietoso».

Epistola
Come la fedeltà di Dio è fondamento dell’alleanza, così Gesù Cristo, rivelazione piena di quella Gloria anelata da Mosè, è fondamento della Chiesa e di ogni servizio vissuto in essa. Essere collaboratori della sua grazia è la dignità di ogni battezzato. 

Vangelo
Le beatitudini sono il volto trasparente di chi fonda la propria vita sull’amore di Dio e su quanto egli fa per noi. Si è beati non a motivo di ciò che noi viviamo o facciamo, ma della cura con cui Dio trasforma la nostra vita, donandole la gioia del Regno.