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V DOMENICA DOPO PENTECOSTE - anno A

Domenica, 28 giugno 2026

VANGELO STORICO

Introduzione
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

Tempo decisivo
Il momento ricordato in questo brano di Luca (Lc 9, 57-62) è da situare in maggio dell’anno 32, (circa tre anni e tre mesi, equivalenti a 40 mesi ebraici, dopo il Battesimo al fiume Giordano e i quaranta giorni nel deserto.
Gesù ha appena assunto ufficialmente il suo ruolo di Messia, o Cristo, Re:
Avvenne quando si compirono i giorni per assumere (ufficialmente) il suo incarico: egli stabilì il (vessillo con lo) stemma (della sua regalità) per andare a Gerusalemme.
Ormai è iniziato il tempo decisivo. In seguito il Cristo Re si reca a Gerusalemme per ogni festa importante e tutti seguono molto attentamente i suoi spostamenti.
Siccome la sequenza degli avvenimenti storici narrati da Luca non si trova in Matteo e Marco, si deve supporre che in questo periodo Luca stia seguendo Gesù. Lui e il sacerdote Teofilo hanno provveduto a ratificare lo “stemma” che Gesù ha stabilito per il suo vessillo regale; quindi è probabile che l’evangelista possa essere andato in Galilea per consegnare ciò che è stato stabilito.

Entusiasmo e pregiudizio
«Ti seguirò dovunque tu vada». Si deve immaginare che la persona che disse questa parole fosse giovane. Già immaginava quali vantaggi poteva ottenere mettendosi al seguito di un re.
Quando mai si era visto un re che compiva miracoli per i malati e che non faceva alcuna distinzione tra ricchi e poveri? Tutti potevano ambire a fare parte del suo seguito.
Ma il Cristo Re si presenta indipendente da ogni condizionamento.
Era facile temere che, se il Re non aveva una reggia da cui dominare, nemmeno i suoi seguaci potessero avere una situazione stabile.
In realtà Gesù Cristo non temeva alcuna situazione, né la compagnia di alcuno; non aveva difficoltà a incontrare gente di qualunque cultura.
Nemmeno i suoi seguaci hanno di questi problemi, se però ascoltano e imitano lui. In questo modo sanno distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, sanno prendere ciò che è valido, da qualsiasi parte provenga. Si rinnovano prendendo occasione dall’incontro con le diverse culture, ma il vero rinnovamento si realizza approfondendo continuamente le parole e le azioni di Gesù e mettendole alla prova delle idee e delle situazioni sempre nuove.

Sacrifici per il Regno
«Signore (Re), permettimi di andare prima a seppellire mio padre». È una richiesta di pietà verso i defunti.
Ma annunciare il Regno di Dio è una carità più grande verso tutti, anche verso il padre morto. Con Gesù non si dimentica certamente di pregare per il suffragio dei cari defunti. In realtà, quando si chiede per loro “l’eterno riposo”, si chiede e si può ottenere “la vita eterna, piena e senza limiti, nel giardino del Regno di Gesù”. Non dimentichiamo che ha affermato: «Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto». La vita di ciascuno è nelle sue mani e in quelle del Padre suo e da lì nessuno la può strappare.
Il Re sembra chiedere un sacrificio e una insensibilità apparenti, ma ci assicura vita e pietà infinitamente più vere.

Indipendenza e dignità personale
«Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Anche questa è una richiesta che esprime delicatezza naturale.
Però si può facilmente immaginare che chi ha parlato così fosse molto giovane, che volesse approfittare dell’occasione, ma che non si fosse mai allontanato da casa. Aveva timore di cambiare abitudini, non si sapeva staccare dalla situazione comoda in famiglia.
Per salutare ci poteva essere un altro momento e i suoi stessi familiari avrebbero approvato la sua decisione di seguire questa opportunità che gli si era presentata.
Non è un incoraggiamento a lasciare la famiglia, senza avere una vocazione e una situazione stabile. Infatti stava per seguire il Signore, il Re dei re, e iniziava per lui una vita molto significativa. Doveva solo diventare indipendente dalla famiglia.

Giovanni Conforti