V DOMENICA DOPO PENTECOSTE - anno A
Domenica, 28 giugno 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
Continuiamo il cammino della fede nella discendenza di Abramo e sulle orme di Gesù. Chi si è fidato del Signore e si è sforzato di dare riscontro nella vita alla sua parola, non è stato mai deluso.
Un elemento decisivo è ribadito dalla Parola: credere equivale sempre a ripartire, a ricominciare. La fede è normalmente un cammino, il credente va sempre oltre. È sicuramente importante anche sostare, rivedere, contemplare, accorgersi… per rimettersi poi in strada e camminare insieme secondo le indicazioni di Dio.
Atto penitenziale
Fratelli carissimi, radunati in una sola famiglia, con fede manifestiamo il nostro sincero pentimento e, per essere meno indegni di accostarci alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, riconosciamoci peccatori.
Tu che hai esteso la benedizione di Abramo a tutte le genti: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che sei stato l’attesa e la speranza dell’antico popolo di Dio: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che hai posto le radici nel popolo del Signore: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
In una storia segnata dal peccato, come ci ha ricordato domenica scorsa il racconto del diluvio, Dio suscita sempre un inizio nuovo. Il suo agire salvifico tuttavia non si impone, ma chiede la risposta di chi, come Abramo, liberamente crede alla sua promessa.
Epistola
«Per fede… per fede…» è il ritornello che scandisce l’Epistola di oggi, così come scandisce l’intera vicenda umana. La storia della salvezza è storia di dialogo tra Dio e l’uomo: la promessa di Dio e la fede dell’uomo si incontrano stringendo alleanza.
Vangelo
Avere fede significa fondare la propria vita su Cristo e la sua parola. Egli non ci offre tane e rifugi sicuri, ma la relazione con lui, che diviene garanzia di una vita più forte della morte è presenza sin d’ora del regno di Dio.