SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO - anno A
Giovedì, 04 giugno 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
«Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane»: è il segreto racchiuso nella liturgia di questo giorno solenne, in cui siamo radunati per «onorare con profonda venerazione il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo». Nell’Eucaristia celebriamo «il memoriale della Pasqua» e siamo chiamati – secondo la parola stessa di Gesù - a una singolarissima comunione di vita con lui: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». Il dono di grazia del Signore nutre ed edifica la Chiesa, e rende presente il suo amore per noi, affinché «una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra».
Atto penitenziale
Carissimi, invitati dal Signore alla mensa del suo sacrificio redentore, apriamo il nostro spirito al pentimento: con fede, riconosciamoci peccatori e bisognosi di salvezza, per essere raggiunti e santificati dal dono di grazia dell’Eucaristia.
Tu, Figlio di Dio, che sei il Pane vivo disceso dal cielo: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, Figlio dell’uomo, che sei fonte di vita e di santità: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, Figlio unigenito del Padre, che ci fai partecipi del tuo Corpo e del tuo Sangue: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
Il Deuteronomio, parlando della manna, sottolinea che si tratta di qualcosa mai conosciuto prima. Non è un cibo che l’uomo può produrre da sé. Può solo riceverlo in dono. E, accogliendolo, riceve sé stesso in modo nuovo, come dipendente dal dono di Dio.
Epistola
Con poche ed essenziali battute, Paolo riesce a esprimere tutto il mistero dell’eucaristia e a narrare la sua efficacia nella vita del credente. Ci mette realmente in comunione con il Signore risorto e, nello stesso tempo, ci trasforma nel suo unico Corpo.
Vangelo
C’è un cibo che nutre senza sottrarci alla morte. Il Signore offre sé stesso come cibo che ci sazia in pienezza, poiché ci mette in comunione con il principio stesso della vita eterna. Più che nutrire la nostra vita, l’eucaristia ci comunica la Sua vita.