SANTISSIMA TRINITÀ - anno A
Domenica, 31 maggio 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
Contemplare la fedeltà di Dio, che dalla divina paternità procede nella solidale umanità di Gesù e nella efficace presenza dello Spirito, è quanto ci propone oggi la liturgia, oltre il tempo pasquale e come premessa per riconoscere che il suo progetto abbraccia, pur nella diversità di persone e di avvenimenti, ogni epoca.
Dio viene incontro, attira, suscita stupore e si rivela a Mosè come l’infinito Presente, che conosce le sofferenze e le necessità e che coinvolge per dare futuro e vita. Gesù e lo Spirito completano la rivelazione con la visibilità e con la certezza che Dio non ritiene nessuno inadeguato o escluso.
Atto penitenziale
Fratelli e sorelle, chiamati a contemplare il mistero stesso di Dio, disponiamoci al pentimento: le nostre colpe meritano condanna, ma il Signore sempre ci accoglie e ci dona il suo perdono.
Tu che sei venuto a fare di noi il tuo popolo santo: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che ci rendi figli del Padre: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che ci fai dono del tuo Spirito: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
La rivelazione del Nome di Dio avviene con un linguaggio simbolico, che manifesta alcuni tratti del suo mistero. Dio si rivela come amore che non consuma ma fa vivere, perché ascolta il grido dell’oppresso e lega il suo nome a quello di ogni uomo.
Epistola
La conoscenza di Dio alla quale siamo chiamati non è principalmente di tipo intellettuale, ma esistenziale. Conosciamo il Dio Trinità perché facciamo esperienza dello Spirito che, rendendoci partecipi del modo di essere del Figlio, ci consente di gridare: «Abbà, Padre».
Vangelo
Nel Vangelo Gesù conferma e approfondisce quanto è emerso dal testo di Paolo: lo Spirito ci conduce a conoscere e a gustare la verità di Dio, perché ci comunica il segreto più intimo di Gesù, che consiste proprio nella sua comunione con il Padre.