III DOMENICA DI PASQUA
Domenica, 19 aprile 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
“Avete ricevuto lo Spirito santo quando siete venuti alla fede?”: riguarda anche noi il quesito che san Paolo rivolge ad alcuni battezzati. Sappiamo che lo Spirito ci è stato donato, ma non lo conosciamo e non lo invochiamo, finendo così per vivere come cristiani autonomi, che presumono da soli che cosa e come fare.
In questa festa pasquale riceviamo, invece, un motivato invito a cercare lo Spirito, che ci riporta sempre a Gesù risorto e vivente, legame eterno tra Dio e l’uomo. Lo Spirito santo ci garantisce la vittoria sulla sfiducia, che è “il peccato del mondo”, e l’adeguamento progressivo della nostra esistenza a quella di Cristo.
Atto penitenziale
Fratelli carissimi, accostiamoci con fiducia a Dio, nostro Padre, che nel suo Figlio Gesù, sacrificato sulla croce e glorificato in eterno, ci offre una nuova speranza di salvezza: con fede, riconosciamoci tutti peccatori e perdoniamoci a vicenda dal profondo del cuore.
Tu, Agnello di Dio, che sei vittima di espiazione per i nostri peccati: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, unico Mediatore della nuova alleanza, che ci fai partecipi del tuo Corpo e del tuo Sangue: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, vita e luce dei credenti, che nell’acqua e nello Spirito Santo ci hai rigenerato a tua immagine: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
Il battesimo di Giovanni era un segno di penitenza, che sollecitava a un cammino di ritorno a Dio. Quello di Gesù comunica efficacemente lo Spirito Santo. La conversione non è frutto del nostro sforzo, ma della vita nuova del Risorto che abita in noi.
Epistola
Gesù è mediatore di un’alleanza nuova. La relazione con Dio ora si realizza nel sangue di Cristo, versato per noi. Il sangue è sede della vita. La vita stessa di Dio circola nelle nostre vene e realizza con lui una comunione più forte del nostro peccato.
Vangelo
Come ci ha ricordato l’epistola, nei sacrifici antichi l’uomo immolava animali a Dio. Ora Dio stesso dona il vero Agnello. La comunione si attua non attraverso ciò che ci sforziamo di offrirgli, ma attraverso quello che lui gratuitamente ci dona.