EPIFANIA DEL SIGNORE - Liturgia vigiliare vespertina
Domenica, 05 gennaio 2025
VANGELO STORICO
Introduzione
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.
Storia e diritto
Giovanni non conosceva Gesù (1, 29a. 30-34); eppure le loro madri erano parenti.
Giovanni era vissuto in Giudea «in luoghi deserti» sede di comunità religiose, studiando e facendo penitenza; Gesù invece aveva lavorato con Giuseppe a Nazaret, in Galilea.
Giovanni era venuto al Giordano a battezzare con acqua, simbolo della purificazione secondo la legge dell'Antica Alleanza, perché Gesù fosse fatto conoscere a Israele secondo quella legge.
Aveva ricevuto il mandato profetico per fare questo.
Poi Gesù sarebbe andato più avanti, per stabilire una Nuova Alleanza. Ecco perché fu subito accettato come Maestro.
Ed ecco perché gli evangelisti danno tanta importanza a Giovanni: egli ha spianato legalmente la via a Gesù.
Giovanni e gli altri evangelisti
La testimonianza di Giovanni è la relazione ai presenti dei fatti di cui è stato protagonista e che sono certificati da Luca e, in parte, dagli altri evangelisti.
Contrariamente a quanto sembra, c'è un continuo, stretto legame tra i quattro Vangeli canonici, in particolare tra quello di Giovanni e quello di Luca.
La sintesi degli avvenimenti ci induce a scoprire che Giovanni ha scritto durante i fatti, contemporaneamente a Matteo, e che ciascuno dei due evitava di scrivere le cose che scriveva l'altro.
Ecco perché il Vangelo di Giovanni è quasi completamente diverso dai sinottici.
Questi hanno ripreso l’unico racconto di Matteo, scritto originariamente in aramaico-ebraico e presto tradotto in greco da Luca.
Testimonianze
Lo Spirito, come colomba, si spiega se è venuto a portare all’uomo Gesù i messaggi del Padre, come un colombo viaggiatore portava messaggi importanti tra i re e i condottieri.
Già da un millennio Egizi e Babilonesi avevano introdotto questo sistema di comunicazione.
Lo Spirito Santo, dunque, ha reso testimonianza a Dio Padre e suo Figlio, fatto uomo a Betlemme.
Giovanni, come profeta, sente il dovere supremo di rendere testimonianza a questi fatti storici, in cui Dio è intervenuto in modo singolare.
Possiamo dimenticarli, o conoscerli approssimativamente noi? Possiamo pretendere altri fatti straordinari, miracoli, oggi?
Dio, se vuole, può fare ancora miracoli, ma non possiamo attendere di vederli personalmente, per credere.
Giovanni Conforti