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DOMENICA DOPO L'OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE

Domenica, 05 gennaio 2025

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Ordine storico dei fatti

Gesù aveva già i primi cinque discepoli: Giovanni, Andrea, Simon Pietro e Filippo, di Betsaida, e Natanaele di Cana di Galilea.
Betsaida non era lontano da Cafarnao, dove Pietro possedeva una casa.
A Cana il Maestro aveva compiuto il primo miracolo e i discepoli si erano accreditati a lui; tuttavia non lo seguivano continuamente. I primi quattro tornavano spesso al loro lavoro, essendo pescatori.
Dopo il miracolo di Cana il gruppo aveva già dimorato per qualche giorno a Cafarnao. Poi erano saliti a Gerusalemme in pellegrinaggio per la Pasqua dell’anno 29.
Dalla Giudea erano tornati in Galilea circa dieci mesi dopo, e la fama di Gesù si era diffusa in tutta la regione, per quello che aveva detto e compiuto.
Per di più, tornato a Cana, da lì aveva fatto un altro miracolo: aveva guarito il figlio di un funzionario del re che risiedeva a Cafarnao.
E in questa città, situata sulle rive del Lago di Galilea, Gesù si stabilì, dopo la visita a Nazareth.
Quindi, nei giorni seguenti, diede inizio alla predicazione di un anno di grazia, «fino alle sinagoghe della Giudea».

 

Le profezie diventano realtà

Lo scritto, quale monumento!
Avevano scritto i Profeti. Scrissero gli Evangelisti.
Questo resta come riferimento per la vita: la verità scritta!
Lo Spirito Santo ripresenta la verità, sempre nuova, nella Chiesa, ma prende da ciò che è scritto.
Prende dalle opere di Dio nei tempi antichi e dalla vita di Gesù, venuto nella pienezza dei tempi.
Non sono così importanti i libri, quanto lo sono i fatti scritti.
Gesù legge la profezia; nello stesso tempo la sta realizzando. Le parole di Dio diventano realtà.
Ciò che era stato scritto dai Profeti e ciò è stato scritto dagli Evangelisti, per ispirazione divina, darà tutti i frutti a tempo debito.
Dunque, nei Vangeli, lo Spirito Santo ha ispirato a scrivere fedelmente le azioni e le parole divine dell’uomo Gesù e a darne una prima interpretazione autentica.
Per gli Evangelisti la fedeltà ai fatti storici era essenziale, perché, ricordiamolo, Gesù era chiamato “il Cristo” fin dall’inizio della sua vita pubblica.
Gesù, il Cristo, è il “monumento” vivo della vita: è presente nei secoli dei secoli.
Ma di questo danno testimonianza, scritta e certificata, gli Evangelisti.
In conclusione: non adoriamo dei libri, né la parola scritta, ma Dio e il suo Cristo nato a Betlemme.

Giovanni Conforti