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NATALE DEL SIGNORE - Messa all'aurora

Venerdì, 25 dicembre 2026

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Documento probatorio

Nel passo evangelico di oggi (Lc 2, 15-20) come in tutto il suo Vangelo, Luca riferisce fedelmente le parole e azioni di Gesù, testimoniate direttamente da chi ha udito e visto. Egli stesso fu testimone di alcuni momenti ed era pubblico ufficiale.
Il suo Vangelo serviva a provare, di fronte all’imperatore di Roma, Tiberio, e quindi di fronte al Senato, che Gesù, detto il Cristo, era un dio. Se ciò fosse stato riconosciuto, per i cristiani sarebbe stato lecito professare liberamente la loro religione, con il beneplacito della legge romana.
Ma lo scritto di Luca certificava pure che Gesù Cristo era il Dio della religione ebraica, cosicché lo stesso Tempio di Gerusalemme era un luogo di culto per i Cristiani.

 

Maria, testimone dei pastori

È utile cambiare leggermente la traduzione del versetto 18: «Tutti quelli che hanno udito, si sono stupiti delle cose dette loro dai pastori». L’azione indicata dal verbo non era ancora conclusa.
Infatti alcuni di coloro che si erano stupiti erano ancora vivi quando Luca scriveva e ancora rendevano testimonianza del fatto, insieme a Maria.
«Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, raccolte nel suo cuore», ossia nella sua mente, nella memoria. Nei versetti precedenti sono scritte le parole pronunciate da «una moltitudine dell’esercito celeste», annuncio di una civiltà nuova.
Dunque ciò che è riferito da Luca, come Maria lo testimoniava dopo averlo conservato a memoria con cura per più di trent’anni, è valido per sostenere il nostro impegno civile. È valido per tutti, non è solo questione di fede di qualcuno.
Intorno a tutta questa vicenda i Cristiani, ma anche gli Ebrei tra i quali si è svolta, non hanno bisogno di fantasticare o di elaborare grandi riflessioni, perché i fatti sono certificati.
Se superassimo, con questa fiducia, i millenni di esitazioni di fronte ai testi evangelici, avremmo l’opportunità di ritrovarci in pace e nella benevolenza davanti al Cristo che nasce a Betlemme.
Potremmo superare millenni di incomprensioni tra religioni e persone, a gloria del Dio di Israele e di Gesù, il cui nome è, in italiano, Io Sono.

Giovanni Conforti