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LASCIAMOCI ILLUMINARE DALL'IS, CIOÈ DALLA... INTELLIGENZA SPIRITUALE

Pubblicato il 12/06/2026

Tutti i gesti che compiamo nell'entrare in chiesa sono sorretti dallo Spirito Santo. Ci è modello la Vergine Maria. 

Immaginiamo che ad entrare in chiesa siano famiglie cristiane. Qualcuno dirà: allora non sono tante. Ci saranno nonni con i nipotini... Qualcun altro dirà: ancora meno. Lasciamo da parte i "profeti di sventura" e occupiamoci dei cristiani che ci sono sempre stati. L'"entrare" sarà accompagnato da alcuni gesti consueti di rispetto: togliersi il berretto, smettere di parlare, farsi il segno della Croce con l'acqua benedetta, fare la genuflessione verso il luogo del tabernacolo. Tutti gesti tradizionali che impegnano prima l'adulto e quindi sono da lui consegnati ai più giovani con qualche parola di testimonianza.
Questa consuetudine ha valore anche oggi, con gesti e parole diversi ma che fanno sempre parte di quella "traditio" (trasmissione, consegna) che aiuta a superare il gap generazionale che ci affligge: il credente aiuta a credere chi ha meno esperienza, l'adulto nella fede - senza ostacoli di genere - ha ricevuto e trasmette la grazia concessagli secondo la misura del dono del Cristo (Ef 4, 7).
Non dobbiamo mai dimenticare e sottovalutare che l'assemblea eucaristica è sempre «radunata dallo Spirito Santo» (Ordinamento generale del Messale romano, n. 53), il quale dopo aver chiamato i cristiani, ne sollecita i carismi della fede secondo le situazioni e le necessità della Chiesa in ogni suo membro a favore gli uni degli altri. “Andando a Messa”, come si è soliti dire in modo un po’ sbrigativo, noi veniamo sollecitati a rispondere alla grazia che ci è stata concessa secondo la misura del dono di Cristo. Lo stesso Gesù promettendo la venuta del Paraclito, ricorda ai discepoli: «Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà tutto e vi farà ricordare tutto ciò che vi ho detto» (Gv 14, 26).
Non dobbiamo pensare a grandi rivelazioni o a eventi straordinari. Una mamma o un papà che accompagnano i loro figli in chiesa; un o una catechista che raduna i bambini per la celebrazione; e l'elenco potrebbe continuare, sono assistiti amorevolmente dalla "forza" dello Spirito Santo che - se sono in sintonia - fa ricordare loro tutto quello che Gesù ha detto e fatto. L'attività missionaria della Chiesa è sempre attenta e operativa, anche nelle apparenti piccole cose.
Per il fedele è fondamentale essere regolarmente connessi con la IS, l'Intelligenza Spirituale, la sapienza dello Spirito. In questo abbiamo un modello, un riferimento sicuro in Maria, la Madre di Dio, diventata la Sposa dello Spirito e la Madre della Chiesa. Una bella colletta nell'imminenza del Natale ci fa pregare così: «Tu hai voluto, o Padre, che all'annuncio dell'angelo la Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno, e avvolta dalla luce dello Spirito Santo divenisse tempio della nuova alleanza: fa' che aderiamo umilmente al tuo volere, come la Vergine si affidò alla tua parola».
Non siamo "devoti della Madonna" solo nel mese di maggio, o in alcune feste che la ricordano; la sua presenza ci accompagna sempre e ci indica la strada - la Via - anche quando entriamo in chiesa per la celebrazione eucaristica domenicale.


di: don Carlo Cibien
da: Credere 33/2024


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