ENTRARE COSCIENTEMENTE NEL MISTERO EUCARISTICO
Pubblicato il 12/04/2026
Iniziamo un nuovo percorso attraverso i vari momenti della celebrazione per viverla in modo consapevole e attivo.
Abbiamo terminato, col precedente articolo, la presentazione delle diverse novità presenti nella terza edizione del nuovo Messale Romano, pubblicato nel 2020. Ora iniziamo un nuovo ciclo con cui possiamo passare a considerare la celebrazione eucaristica in tutta la sua ricchezza.
Dopo aver riflettuto sul "desiderio di Dio" ora è tempo di considerare il nostro desiderio. Ci disponiamo ad entrare coscientemente nel "mistero eucaristico", che ha la sua origine nelle parole e nei gesti di Gesù durante l'ultima Cena, e che la Chiesa, nel corso del tempo ha trasformato in una celebrazione liturgica.
"Entrare coscientemente" vuol dire sapere ciò che si sta facendo e averlo scelto; vuol dire nel caso specifico della celebrazione eucaristica - essere in grado di spiegare a sé e ad altri, in ogni singolo istante, il senso di ciò che si sta vivendo; vuol dire essere toccati e trasformati dall'evento a cui si sta partecipando attivamente.
Certo, questo evento liturgico non sempre e non tutto lo si può vivere con la stessa attenzione e la stessa partecipazione. Oltre alle distrazioni, ci sono istanti di concentrazione personale, momenti nei quali la nostra mente riflette e prega estraniandosi dal contesto assembleare, ma questo non fa che rafforzare la partecipazione personale, permettendoci di unire la nostra parte al mistero di Cristo.
Ci rendiamo immediatamente conto di entrare in un terreno inconsueto, con vocaboli che usiamo raramente e non sempre con lo stesso significato.
Ma la novità non è solo nei termini. Si apre per noi un mondo al quale forse non siamo abituati. Diverso è il modo di considerare il tempo, le relazioni tra le persone, il loro modo di parlare, i gesti e le posture, lo stile dei canti, gli oggetti usati, gli indumenti indossati da alcuni personaggi, gli ambienti e la prossemica messa in atto, cioè il modo di porsi e le distanze/vicinanze tra i presenti. Lo stesso silenzio, nei vari momenti della celebrazione, acquista un valore speciale e diversificato.
Di solito si entra in questo terreno speciale in un modo e si esce diversi, arricchiti, e più solidali e gioiosi. O si "dovrebbe" uscire così. Purtroppo il condizionale è d'obbligo.
Negli articoli che seguiranno percorreremo insieme questo cammino che ci aiuterà a facilitare un "ingresso cosciente" nel mistero eucaristico.
di: don Carlo Cibien
da: Credere 25/2024
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