UNA CHIESA CHE VUOLE CRESCERE SPIRITUALMENTE HA BISOGNO DELLA LITURGIA
Pubblicato il 12/02/2026
Compito dei preti per la vita liturgica è prendere per mano e accompagnare i fedeli nella conoscenza dei santi misteri.
Tempo fa mi è stato riferito il "verbo" di un giovane prete influencer, quindi molto seguito. Questi, dall'alto del suo pulpito mediatico diffondeva cose che erano autentiche sciocchezze, frutto della sua dannosa ignoranza.
Ricordiamo tutti l'argomento del II capitolo di quel capolavoro di Antonio Rosmini che si intitola Delle cinque piaghe della santa Chiesa: «Della piaga della mano diritta della santa Chiesa, che è la insufficiente educazione del clero). Alla fine del nostro percorso sulle novità presenti nell'ultima edizione del Messale Romano è inevitabile concludere interrogandoci seriamente di fronte alle nostre chiese che a volte si svuotano. Rosmini, per il suo tempo, aveva individuato alcune soluzioni, ma anche lui si era trovato di fronte a un muro. «Che impedisce adunque che la medicina non s'appresti sollecitamente?... Nasce ciò da un'altra piaga della Chiesa che non manda men vivo sangue della prima, cioè dalla insufficiente istituzione [= formazione] dello stesso clero)».
Quando insegnavo presso l'Università Gregoriana e mi occupavo di comunicazione anche in ambito liturgico, chiedevo agli studenti - dopo avere fornito loro una griglia di analisi dettagliata - di "studiare" una Santa Messa domenicale in una chiesa romana. Alla conclusione della loro analisi, la domanda a cui dovevano rispondere, anche interrogando i fedeli, era: «Dal punto di vista umano, cosa può invogliare o scoraggiare la frequenza alla Messa domenicale?». O, in termini più spartani: «Perché questa gente viene ancora a Messa?». La risposta ricorrente era: «Perché si deve, è tradizione». E lo dimostrava il modo di partecipazione del prete e dei fedeli. Non si trattava di una radice profonda, ma di una buona quanto esile abitudine, spesso senza vincolanti motivazioni.
Concludo questa prima serie della rubrica con l'invito a rileggere il discorso che papa Francesco ha tenuto alla plenaria del Dicastero per il Culto Divino, giovedì 8 febbraio 2024: «Senza riforma liturgica non c'è riforma della Chiesa... Possiamo fare una tale affermazione solo comprendendo che cos'è la liturgia in senso teologico... Una Chiesa che non sente la passione per la crescita spirituale, che non cerca di parlare in modo comprensibile agli uomini e alle donne del suo tempo, che non prova dolore per la divisione tra i cristiani, che non freme per l'ansia di annunciare Cristo alle genti, è una Chiesa malata, e questi ne sono i sintomi... Perché tutto questo possa accadere è, dunque, necessaria la formazione liturgica, cioè alla liturgia e dalla liturgia... Non si tratta di una specializzazione per pochi esperti, ma di una disposizione interiore di tutto il popolo di Dio. Ciò naturalmente non esclude che vi sia una priorità nella formazione di coloro che, in forza del sacramento dell'Ordine, sono chiamati ad essere mistagoghi, cioè a prendere per mano e accompagnare i fedeli nella conoscenza dei santi misteri).
di: don Carlo Cibien
da: Credere 24/2024
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