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I COMPITI DEL VESCOVO E DELLA CONFERENZA EPISCOPALE

Pubblicato il 27/12/2025

È responsabilità dei vescovi la formazione del popolo di Dio: a loro spetta curare la vita liturgica delle rispettive diocesi.  

L’Ordinamento generale del Messale romano ha un capitolo tutto nuovo, il IX, dedicato agli adattamenti che competono ai vescovi diocesani e alle Conferenze Episcopali. Qualcuno potrà dire: se competono ai vescovi, non ci interessano. E già questa reazione dovrebbe farci rabbrividire, perché la ministerialità del vescovo ha senso proprio perché ci riguarda tutti. Tali adattamenti, infatti, sono frutto della costante preoccupazione perché tutti i fedeli, nella celebrazione eucaristica, possano esercitare quella piena, cosciente e attiva partecipazione, richiesta dalla natura della stessa Liturgia, alla quale essi, in forza della loro condizione, hanno diritto e dovere (Ordinamento, n. 386).
Purtroppo, se rivolgiamo la nostra attenzione alle celebrazioni domenicali, dobbiamo riconoscere che nella narrazione corrente non sempre i fedeli sono aiutati a riconoscere questi loro diritti e doveri e quindi ad avvalersene appieno.
Descrivendo le competenze del vescovo l'Ordinamento indirettamente richiama all'ordine il pastore/vescovo perché animi fattivamente la porzione di Chiesa che gli è affidata: «Il vescovo diocesano, che è da considerare come il grande sacerdote del suo gregge, dal quale in qualche misura deriva e dipende la vita dei suoi fedeli in Cristo, deve promuovere, guidare e vigilare sulla vita liturgica nella sua diocesi. A lui, in questo Ordinamento, è andato il compito di regolare la disciplina della concelebrazione (nn. 202, 374), stabilire le norme circa il compito di servire il sacerdote all'altare (n. 107), circa la distribuzione della santa Comunione sotto le due specie (n. 283), circa la costruzione e la ristrutturazione delle chiese (n. 291). Ma a lui spetta prima di tutto coltivare nei presbiteri, nei diaconi e nei fedeli lo spirito della sacra Liturgia» (n. 387). È dunque una responsabilità grande sulla quale pesa la formazione del popolo di Dio, cioè di tutti noi.
In stile perfettamente sinodale e canonico, l’Ordinamento passa poi a enumerare le operazioni di competenza delle Conferenze Episcopali: si tratta degli adattamenti che esigono maggiore coordinamento. I vescovi stessi, infatti, compiono assieme degli atti a favore della Chiesa (questo il significato di "conferenza", da "con-ferre"). Il Codice di Diritto canonico dice espressamente che la Conferenza Episcopale esercita congiuntamente alcune funzioni pastorali per i fedeli di un territorio (canone 447).
Tra queste, le «spetta anzitutto preparare e approvare l'edizione del Messale Romano nelle lingue moderne» (Ordinamento, n. 389). Parte integrante del Messale sono i Lezionari e dunque alla Conferenza Episcopale «spetta una cura particolare alla traduzione dei testi biblici che si usano nella celebrazione della Messa» perché «dalla Sacra Scrittura sono desunte le pericopi che si leggono e che si spiegano nell'omelia e i salmi che si cantano; inoltre dalla sua ispirazione e dal suo contenuto sono nate le preghiere, le orazioni e i canti liturgici, come pure da essa prendono significato le azioni e i segni» (n. 391).


di: don Carlo Cibien
da: Credere 21/2024


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