Un messaggio attraversa tutta la Parola di Dio letta in questa domenica: quello dell’AMORE.

Amore cristiano che è CHARIS in lingua greca, a anche AGAPE, e si differenzia dall’amore terreno che è EROS, cioè amore corporeo passionale teso al puro soddisfacimento del piacere fisico, amore di possesso e di passione. No, l’amore cristiano è l’estensione dell’amore di Dio a tutti i fratelli e le sorelle, è amore veramente disinteressato, che vuole il bene dell’amato sempre.

Così nella lettura degli Atti degli Apostoli la moltitudine dei credenti ha UN CUORE SOLO E UN’ANIMA SOLA. Sono così profondamente uniti che non permettono che nessuno di loro sia povero e bisognoso, tanto da destinare beni mobili ed immobili per raggiungere una solidarietà totale.

DOVE LA CARITÀ È VERA, ABITA IL SIGNORE, abbiamo risposto nel salmo. Mi chiedo, al di là delle interpretazioni politico-sociali, se sono capace, se siamo capaci di vedere il nostro prossimo e di fare al nostro prossimo ciò che vorremmo fosse fatto a noi.

Il brano della prima epistola ai Corinzi, che riporta un estratto di quello che viene definito l’inno all’amore cristiano, mi mette sempre in profonda crisi. Perché amare come Paolo scrive vuol dire avere le virtù eroiche dei santi. Amare in questa maniera significa annullarsi completamente, fare morire ogni forma di prepotenza, di egoismo, di miseria spirituale. È un modello così perfetto da sembrare irraggiungibile…

Ma la risposta arriva dal vangelo di Giovanni. Nella preghiera finale, alla vigila della Passione, Gesù si stringe idealmente ai suoi Apostoli e, dichiarando il suo amore per tutti loro, li esorta ad amarsi l’un l’altro dello stesso amore. Quindi ogni nostro tentativo di vero amore cristiano  è fondato sull’amore di Gesù. I nostri sforzi sarebbero vani ed inutili, se non fossero supportati da Gesù. Soltanto se ci abbandoniamo all’amore di Gesù, che scaturisce dal suo Cuore Sacratissimo, noi abbiamo la forza necessaria per amarci vicendevolmente, per superare quella situazione di angoscia umana che ci fa dire, come Sartre, “gli altri sono l’inferno”. No, gli altri sono per noi cristiani il Paradiso, il Regno.

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