Il comportamento di Giuda ha sconcertato gli apostoli e Pietro tenta di spiegarlo alla luce delle Scritture con testi che possano illuminare quanto accaduto e porre le premesse per la sua sostituzione. Pietro cita il Salmo 69: «La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti» e quindi il Salmo 109: «Il suo incarico lo prenda un altro». Gli apostoli sono chiamati a essere garanti di quanto Gesù ha compiuto e testimoni della sua risurrezione e il sostituto di Giuda deve essere quindi una persona che abbia condiviso l’avventura umana di Gesù. Tra due propone la scelta, affidata nella preghiera allo stesso Gesù, e questa cade su Mattia di cui celebriamo la festa. Mattia, come gli altri apostoli, è testimone della salvezza di cui parla l’inno dell’Epistola, stupenda preghiera di benedizione. Al centro risuona il termine «mistero», il progetto segreto del Padre, custodito in sé stesso fin dall’eternità, attuato e rivelato nella pienezza dei tempi nel Figlio. In questo progetto sono coinvolte le tre Persone della Trinità: si parte dal Padre, iniziatore e artefice supremo del piano di salvezza; si fissa lo sguardo sul Figlio che ne realizza il disegno, per arrivare allo Spirito Santo che imprime il suo sigillo a tutta l’opera della salvezza. Questa è la nostra fede, questa è la fede della Chiesa e qui è la ragione della speranza di quanti per primi hanno confidato in Cristo e ai quali, come a noi, sono stati promessi il centuplo quaggiù e l’eternità.

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