Mattia, l'apostolo di recupero. Ci racconta Luca, negli Atti degli Apostoli, che gli undici decisero di sostituire Giuda. Una scelta semplice, quasi romantica, restare in dodici, come Gesù aveva scelto, dodici come le tribù di Israele, dodici come le dodici colonne sui cui poggia la Gerusalemme celeste. E tirano a sorte e la sorte cade su Mattia. Mattia, apostolo di riserva, che come alcuni discepoli ha vissuto l'intera esperienza del Maestro, che diventa - improvvisamente ed inaspettatamente - apostolo, uno dei dodici. Ormai è la Chiesa che sceglie, gli apostoli percepiscono il proprio ruolo come un ruolo nuovo, diverso, capace di prendere delle decisioni nel nome del Maestro e Signore. Anche noi, ciascuno, è chiamato da Dio attraverso l'opera della comunità, della Chiesa. Certo, magari non veniamo tirati a sorte, ma ciascuno riveste un ruolo, adempie ad una vocazione specifica. E se abbiamo l'impressione di avere vissuto una vita in panchina, di non avere mai avuto l'occasione di manifestare le nostre capacità, la nostra bravura, non temiamo: abbiamo un patrono, Mattia. Sia lui a incoraggiarci nel cammino della vita e della fede. È il Signore che ci ha scelto e ci ha costituiti per portare frutto, per dare testimonianza all'amore del Padre.

Mattia, apostolo di riserva, sei stato chiamato in maniera inattesa. Donaci un cuore sempre pronto a partire, un cuore sempre libero di alzarsi per seguire il Maestro.

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