«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 35)

È strano che il tipico segno di riconoscimento indicato da Gesù per distinguere i suoi discepoli sia stato nei secoli così sostituito. Ancora oggi si ritiene nell’opinione comune che il cristiano doc è quello che va a Messa, che prega, che dà una mano in parrocchia, che aiuta i poveri, ecc.: tutte esperienze meravigliose e importantissime che non sono però il “marchio di fabbrica” dei discepoli di Gesù. Non passa ancora l’idea che, se vedi due o più persone che vivono quell’amore reciproco comandato da Gesù, quelli sono inconfondibilmente cristiani. Eppure, anche in un tempo scristianizzato come il nostro, una comunità che vive così suscita ammirazione e attira a sé.

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