Approfondimento

SI PUÒ DARE ABITUALMENTE L'EUCARISTIA SOTTO LE DUE SPECIE?

venerdì 30 settembre 2022
Pubblicato
venerdì 30 settembre 2022
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Sono un anziano cristiano che cerca di essere un fedele praticante. So per certo che un parroco della città sistematicamente dà a tutti i fedeli quotidianamente la Comunione sotto le due specie. È bene farlo in ossequio alle parole «Prendete e bevetene tutti» o è un abuso? È secondo la liturgia? Sono sorpreso di tutto questo.

Lettera firmata

 

Fare la Comunione sotto le due specie non è affatto un abuso, anzi! Come ci ricorda l'Ordinamento generale del Messale romano, al n. 281, fatta in tal modo essa «esprime con maggior pienezza la sua forma di segno». A quale segno ci si riferisce? Al banchetto eucaristico, che è memoria dell'ultima cena, in cui il Signore Gesù ha detto: «Prendete e mangiate» e «Prendete e bevete». È in questo contesto di banchetto familiare che Gesù anticipa ed esprime la sua volontà di piena autodonazione che si compirà di lì a poco sulla croce. Il pane e il vino, i due alimenti conviviali comuni al tempo e nella cultura di Gesù, sono inscindibilmente legati nelle sue parole e nei suoi gesti durante l'ultima cena, con cui Gesù vuole renderei partecipi della nuova alleanza con Dio. Le parole di Gesù sul pane rimandano al suo corpo immolato che viene condiviso. Ma anche le parole pronunciate sul calice sono molto significative: parlano di vita donata, di nuova alleanza, di remissione dei peccati (Marco 14,22-25; Matteo 26,26-29; Luca 22,14-20; 1Corinzi 11,23-27). E di fatto, per quasi un millennio, la Comunione è avvenuta così, assumendo sia il pane che il vino consacrati. Per una serie di ragioni (teologiche: anche nel solo pane è presente il Cristo intero; ma anche pratiche, come la presenza numerosa di fedeli, l'igiene, il rischio di versare il vino consacrato...) nel tempo si è affermata (decisione ecclesiale di carattere puramente disciplinare) la Comunione sotto la sola specie del pane. Ma con il Concilio Vaticano II si è riaperta la possibilità della Comunione sotto le due specie, che nei decenni successivi è stata ulteriormente estesa. E - salvo motivazioni particolari contingenti che lo sconsiglino - è certamente cosa buona attuare la Comunione sotto le due specie: è fedeltà al comando espresso del Signore. Forse un certo timore reverenziale o un'educazione religiosa del passato o altri motivi (pensiamo agli astemi) impediscono ad alcuni di comunicarsi sotto entrambe le specie: non si devono sentire obbligati a farlo e vanno rispettati. Ma comunicarsi sotto le due specie vuoi dire essere fedeli al comando di Gesù e vivere in modo completo il carattere conviviale (di banchetto) dell'Eucarestia.


di: don Vincenzo
Credere - 6/2018

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