SABATO DELLA SETTIMANA DELLA DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO
ALL’INGRESSO
Sal 144 (145), 4. 7

Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
e proclama le tue gesta mirabili.
Dolce nella memoria
resta il ricordo della tua bontà
e l'esultanza per la tua giustizia.

ALL'INIZIO DELL'ASSEMBLEA LITURGICA

Nella luce del vangelo che proclamiamo
e nella divina forza del sacramento,
tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi,
o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà;
rianima la nostra speranza,
accresci e rinnova l'amore
perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente
nel mondo il mistero di Cristo,
tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Dt 18, 9-14

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio».

Parola di Dio.

SALMO
Sal 96 (97), 1-6

Il Signore regna: esulti la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.

EPISTOLA
Rm 1, 28-32

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Cfr. Lc 5, 4

Alleluia.
Prendi il largo, dice il Signore,
e gettate le vostre reti per la pesca.
Alleluia.

VANGELO
Lc 5, 1-11

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO
Sal 26 (27), 4

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella sua casa
tutti i giorni della mia vita.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo,
la tua pietà che non abbandona,
fino al giorno gioioso in cui ci aprirai
le porte della tua casa.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo.

SUI DONI

Accogli, o Padre onnipotente,
l'offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice;
purifica da ogni contagio di male
e rinnova con la grazia di questo sacramento
il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
che il tuo popolo con cuore sincero
elevi a te, o Padre, l'inno di lode.
Tu nel sangue di Cristo Signore
con sapienza mirabile lo hai redento.
Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa,
hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito
perché nell'umiliazione della morte in croce
riconducesse alla gloria l'uomo
che dalla tua bontà era stato creato
e per la propria superbia si era perduto.
Riconoscenti e ammiràti,
con tutte le creature adoranti del cielo e della terra,
innalziamo con gioia l'inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Sal 22 (23), 5

Mi hai preparato una mensa, o Dio d'amore,
il mio calice trabocca di dolcezza.

ALLA COMUNIONE
1 Gv 4, 16a

Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
e abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi
ristori e sostieni il tuo popolo
nell'arduo cammino della vita di fede
con il Pane disceso dal cielo,
guida i nostri passi sulla strada della salvezza e,
per il vigore di questo cibo divino,
fa' che arriviamo a contemplare
la fulgente bellezza del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore.

©