SANT'EUSEBIO DI VERCELLI, VESCOVO

Memoria
Le parti mancanti del proprio sono prese dal comune dei pastori (per un vescovo)

Verso l’anno 345 la comunità cristiana di Vercelli acclamava come suo primo pastore Eusebio, che, nato in Sardegna all’inizio del secolo, era stato annoverato tra il clero della Chiesa di Roma.
Divenuto vescovo, si preoccupò innanzi tutto della formazione dei presbiteri, per i quali promosse la vita comune, istituendo a tal fine un cenobio bene ordinato.
Contro gli Ariani, difese con fermezza la divinità del Signore Gesù e nel 355, dopo il concilio di Milano, con il nostro vescovo Dionigi fu cacciato in esilio dall’imperatore Costanzo.
Per la verità cattolica subì violenze, carcere, fame, sempre restando fedele all’insegnamento del concilio di Nicea.
Tornato a Vercelli, guidò con zelo e saggezza il suo gregge ancora per un decennio, fino alla morte avvenuta l’1 agosto 371.

ALL'INGRESSO
Cfr. Sir 47, 10; Pr 31, 20

Questo sacerdote con tutto il cuore
ha cantato al suo Dio,
aprì le sue mani al misero,
portò amore al povero
e amò colui che lo aveva creato.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio onnipotente, concedi ai tuoi servi
di imitare la fortezza del vescovo sant’Eusebio,
assertore intrepido della divinità di Cristo,
perché nella ferma adesione della fede,
di cui egli fu maestro e testimone,
possiamo entrare in comunione di vita
con il tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
1 Re 3, 16-28

Lettura del primo libro dei Re.

In quei giorni. Vennero dal re due prostitute e si presentarono innanzi a lui. Una delle due disse: «Perdona, mio signore! Io e questa donna abitiamo nella stessa casa; io ho partorito mentre lei era in casa. Tre giorni dopo il mio parto, anche questa donna ha partorito; noi stiamo insieme e non c’è nessun estraneo in casa fuori di noi due. Il figlio di questa donna è morto durante la notte, perché lei gli si era coricata sopra. Ella si è alzata nel cuore della notte, ha preso il mio figlio dal mio fianco, mentre la tua schiava dormiva, e se lo è messo in seno e sul mio seno ha messo il suo figlio morto. Al mattino mi sono alzata per allattare mio figlio, ma ecco, era morto. L’ho osservato bene al mattino; ecco, non era il figlio che avevo partorito io». L’altra donna disse: «Non è così! Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto». E quella, al contrario, diceva: «Non è così! Quello morto è tuo figlio, il mio è quello vivo». Discutevano così alla presenza del re. Il re disse: «Costei dice: “Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto”, mentre quella dice: “Non è così! Tuo figlio è quello morto e il mio è quello vivo”». Allora il re ordinò: «Andate a prendermi una spada!». Portarono una spada davanti al re. Quindi il re aggiunse: «Tagliate in due il bambino vivo e datene una metà all’una e una metà all’altra». La donna il cui figlio era vivo si rivolse al re, poiché le sue viscere si erano commosse per il suo figlio, e disse: «Perdona, mio signore! Date a lei il bimbo vivo; non dovete farlo morire!». L’altra disse: «Non sia né mio né tuo; tagliate!». Presa la parola, il re disse: «Date alla prima il bimbo vivo; non dovete farlo morire. Quella è sua madre». Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunciata dal re e provarono un profondo rispetto per il re, perché avevano constatato che la sapienza di Dio era in lui per rendere giustizia.

Parola di Dio.

SALMO
Sal 71 (72), 1-3. 12-14. 17a-b. 18-19

Fiorisca, Signore, la tua giustizia e abbondi la pace.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto. R.

Abbi pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue. R.

Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra. R.

CANTO AL VANGELO
Cfr. Lc 1, 38

Alleluia.
Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.
Alleluia.

VANGELO
Lc 11, 27-28

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO
Sal 131 (132), 9

I tuoi sacerdoti, o Signore,
si vestano di giustizia,
e i tuoi fedeli cantino di gioia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, che nel servizio episcopale di sant'Eusebio
hai dato alla tua Chiesa una chiara immagine
di Cristo buon pastore,
per la sua intercessione e per i suoi meriti
concedi al tuo popolo di giungere ai pascoli della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Tu che sempre hai gradito il sacrificio
offerto da sant'Eusebio,
accogli, o Padre, questi nostri doni
perché ci ottengano la desiderata grazia
di una più degna partecipazione
a questo mistero di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
celebrarti, o Dio di infinita clemenza.
Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,
pastore unico e supremo di tutto il tuo gregge,
prima di entrare nella gloria invisibile
pose i vescovi, vicari del suo amore,
a reggere il popolo santo
che egli ti aveva acquistato nel suo sangue.
Con l’aiuto della tua grazia,
o Padre di immensa bontà,
il vescovo sant'Eusebio
seppe essere un pastore secondo il tuo cuore,
guida ed esempio della Chiesa a lui affidata,
dispensatore accorto e infaticabile
non di terrene ricchezze,
ma di valori eterni.
E oggi che, coronato di luce perenne,
loda nei cieli la tua infinita grandezza,
alla sua voce e a quella di tutti i beati
uniamo anche la nostra, cantando a te, o Padre,
unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo,
l’inno della gioia senza fine:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Cfr. Mt 24, 46-47

Beato quel servo che il Signore
al suo ritorno troverà a vegliare;
in verità vi dico:
gli affiderà la cura di tutti i suoi beni.

ALLA COMUNIONE
Lc 12, 42

Ecco il servo saggio e fedele,
che il Signore pose a capo della sua casa
per distribuire a tempo debito
il necessario nutrimento.

DOPO LA COMUNIONE

Signore Dio nostro,
la comunione ai tuoi misteri
ridesti in noi la fiamma di carità
che animò incessantemente la vita di sant'Eusebio
e lo spinse a donarsi senza riserve
alla tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

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