MARTEDI DELLA PENULTIMA SETTIMANA DOPO L'EPIFANIA
ALL’INGRESSO
Gn 2, 3; 4, 2

Dalla mia angoscia ho invocato il Signore
ed egli mi ha ascoltato.
Ho gridato dal fondo dell’abisso
e tu, o Dio, hai udito la mia voce.
So che tu sei un Dio clemente,
paziente e misericordioso,
e perdoni i nostri peccati.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio onnipotente,
guida la nostra vita nell’obbedienza al tuo volere
e dona di arricchire la propria esistenza con opere di giustizia
a chi cerca di operare nel nome del Signore Gesù,
il Figlio unico da te amato,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Sap 17, 1-2. 5-7. 20 – 18, 1a. 3-4

Lettura del libro della Sapienza.

I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare;
per questo le anime senza istruzione si sono ingannate.
Infatti gli ingiusti, avendo preteso di dominare il popolo santo,
prigionieri delle tenebre e incatenati a una lunga notte,
chiusi sotto i loro tetti, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.
Nessun fuoco, per quanto intenso, riusciva a far luce,
neppure le luci più splendenti degli astri
riuscivano a rischiarare dall’alto quella notte cupa.
Appariva loro solo una massa di fuoco, improvvisa, tremenda;
atterriti da quella fugace visione,
credevano ancora peggiori le cose che vedevano.
Fallivano i ritrovati della magia,
e il vanto della loro saggezza era svergognato.
Soltanto su di loro si stendeva una notte profonda,
immagine della tenebra che li avrebbe avvolti;
ma essi erano a se stessi più gravosi delle tenebre.
Per i tuoi santi invece c’era una luce grandissima.
Desti loro una colonna di fuoco,
come guida di un viaggio sconosciuto
e sole inoffensivo per un glorioso migrare in terra straniera.
Meritavano di essere privati della luce e imprigionati nelle tenebre
quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli,
per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge
doveva essere concessa al mondo.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 104 (105), 1-3. 37. 39. 43-45

Proclamate fra i popoli le opere del Signore.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R.

Li fece uscire con argento e oro;
nelle tribù nessuno vacillava.
Distese una nube per proteggerli
e un fuoco per illuminarli di notte. R.

Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.
Ha dato loro le terre delle nazioni
e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
perché osservassero i suoi decreti
e custodissero le sue leggi. R.

EPISTOLA
CANTO AL VANGELO
Gv 8, 12b

Alleluia.
Io sono la luce del mondo;
chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO
Mc 10, 46b-52

Lettura del Vangelo secondo Marco.

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO
Cfr. 2 Mac 1, 24-25. 27a

Signore Dio, Creatore di tutte le cose,
terribile e forte, giusto e pietoso,
tu che solo sei buono, tu che doni ogni cosa,
raduna il nostro popolo disperso.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Accogli, o Padre, nella tua bontà infinita
i desideri del tuo popolo in preghiera:
aiutaci a conoscere le esigenze
della tua legge di grazia
e infondici la forza di attuarle nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Accogli, o Dio altissimo,
le offerte che umilmente ti presentiamo;
donaci la grazia di una dedizione piena e sincera
e il conseguimento della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
È giusto esaltare la tua gloria
con questa offerta sacrificale
che in tutta la terra si eleva
dalla sparsa moltitudine delle genti
e per la forza del tuo Spirito
diventa in ogni celebrazione
l’unico santo corpo del Signore.
E anche noi, che in tutto il mondo siamo invitati
alla comunione di questo Pane e di questo Calice
abbiamo la certezza di inserirci in Cristo
come membra vive
e di formare un’unica Chiesa.
Per questo mistero di grazia,
uniti a tutte le creature
che ti riconoscono Padre,
con voce unanime innalziamo l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Sal 74 (75), 2

Noi ti rendiamo grazie, o Dio;
invocando il tuo nome,
narriamo i tuoi prodigi.

ALLA COMUNIONE
Cfr. Sal 89 (90), 3; Gal 6, 10; Ap 3, 5

«Convertitevi finché è tempo,
figli degli uomini,
– dice il Signore –.
E io scriverò i vostri nomi
nel libro del Padre mio che è nei cieli».

DOPO LA COMUNIONE

In virtù del sacrificio che abbiamo compiuto,
purificaci, o Dio,
da ogni contaminazione del cuore
e donaci desideri giusti
perché tu li possa sempre esaudire.
Per Cristo nostro Signore.

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