MARTEDI DELLA VI SETTIMANA DEL TEMPO PER ANNUM
UFFICIO DELLE LETTURE

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.

Alleluia.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

INNO

Tu, Giorno eterno, che vivi e risplendi
dell’increata luce del Padre,
guarda propizio chi devoto illumina
di lieti canti la notte.

Vinci, Signore, le nostre tenebre:
sperdi le schiere dei dèmoni,
gli animi scuoti sì che il torpore
non soffochi le menti.

I servi che ti implorano
pietosamente ascolta: la lode
che a te si leva, Cristo, ci meriti
grazia, perdono e pace.

A te la gloria ascenda e il nostro giubilo,
o mite Re d’amore,
al Padre e allo Spirito Paraclito
negli infiniti secoli.   Amen.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

INNO

Dio disse: «La terra
produca germogli» (Gn 1, 11).

Creatore e sovrano di tutto,
vincendo le furie del mare,
hai tratto alla luce la terra,
bellissima nostra dimora.

Tu di vivaci fiori l’adorni
e, quasi mensa regale
di frutti ricoprendola e di mèssi,
la presenti ai tuoi figli.

Così alla fresca tua rugiada, o Dio,
verdeggi il deserto dell’anima;
lavi ogni macchia il pianto,
ogni ribelle fremito si plachi.

La nostra volontà alla tua si accordi
e rifugga dal male,
il cuore si arrenda alla grazia
e schivi gli atti che arrecano morte.

A te eleviamo, o Padre, la preghiera,
a te che regni nei secoli
con l’unico tuo Figlio
e lo Spirito santo.   Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore

Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 36

Il destino dell’empio e del giusto

Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5).

I (1-11)

Ant. 1   Confida nel Signore e fa’ il bene.

Non adirarti contro gli empi, *
     non invidiare i malfattori.
Come fieno presto appassiranno, *
     cadranno come erba del prato.

Confida nel Signore e fa’ il bene, *
     abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia nel Signore, *
     esaudirà i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via, *
     confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia, *
     come il meriggio il tuo diritto.

Sta’ in silenzio davanti al Signore *
     e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo, *
     per l’uomo che trama insidie.

Desisti dall’ira e deponi lo sdegno, *
     non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati, *
     ma chi spera nel Signore possederà la terra.

Ancora un poco e l’empio scompare, *
     cerchi il suo posto e più non lo trovi.
I miti invece possederanno la terra *
     e godranno di una grande pace.

Gloria.

Ant. 1   Confida nel Signore e fa’ il bene.

II (12-29)

Ant. 2   Conosce il Signore la vita dei buoni, *
             la loro eredità dura per sempre.

Lempio trama contro il giusto, *
     contro di lui digrigna i denti.
Ma il Signore ride dell’empio, *
     perché vede arrivare il suo giorno.

Gli empi sfoderano la spada e tendono l’arco †
     per abbattere il misero e l’indigente, *
     per uccidere chi cammina sulla retta via.

La loro spada raggiungerà il loro cuore *
     e i loro archi si spezzeranno.

Il poco del giusto è cosa migliore *
     dell’abbondanza degli empi;
le braccia degli empi saranno spezzate, *
     ma il Signore è il sostegno dei giusti.

Conosce il Signore la vita dei buoni, *
     la loro eredità durerà per sempre.
Non saranno confusi nel tempo della sventura *
     e nei giorni della fame saranno saziati.

Poiché gli empi periranno, †
     i nemici del Signore appassiranno
          come lo splendore dei prati, *
    tutti come fumo svaniranno.

L’empio prende in prestito e non restituisce, *
     ma il giusto ha compassione e dà in dono.

Chi è benedetto da Dio possederà la terra, *
     ma chi è maledetto sarà sterminato.

Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo *
     e segue con amore il suo cammino.
Se cade non rimane a terra, *
     perché il Signore lo tiene per mano.

Sono stato fanciullo e ora sono vecchio, †
     non ho mai visto il giusto abbandonato *
     né i suoi figli mendicare il pane.

Egli ha sempre compassione e dà in prestito, *
     per questo la sua stirpe è benedetta.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, *
     e avrai sempre una casa.

Perché il Signore ama la giustizia
          e non abbandona i suoi fedeli; †
     gli empi saranno distrutti per sempre *
     e la loro stirpe sarà sterminata.

I giusti possederanno la terra *
     e la abiteranno per sempre.

Gloria.

Ant. 2   Conosce il Signore la vita dei buoni, *
             la loro eredità dura per sempre.

III (30-40)

Ant. 3   La legge del suo Dio è nel suo cuore, *
             i suoi passi non vacilleranno.

La bocca del giusto proclama la sapienza, *
     e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore, *
     i suoi passi non vacilleranno.

L’empio spia il giusto *
     e cerca di farlo morire.
Il Signore non lo abbandona alla sua mano, *
     nel giudizio non lo lascia condannare.

Spera nel Signore e segui la sua via: †
     ti esalterà e tu possederai la terra *
     e vedrai lo sterminio degli empi.

Ho visto l’empio trionfante *
     ergersi come cedro rigoglioso;
sono passato e più non c’era, *
     l’ho cercato e più non si è trovato.

Osserva il giusto e vedi l’uomo retto, *
     l’uomo di pace avrà una discendenza.
Ma tutti i peccatori saranno distrutti, *
     la discendenza degli empi sarà sterminata.

La salvezza dei giusti viene dal Signore, *
     nel tempo dell’angoscia è loro difesa;

il Signore viene in loro aiuto e li scampa, †
     li libera dagli empi e dà loro salvezza, *
     perché in lui si sono rifugiati.

Gloria.

Ant. 3   La legge del suo Dio è nel suo cuore, *
             i suoi passi non vacilleranno.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

   Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

1 Cor 7, 25-40

Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo

La verginità e il matrimonio

Quanto alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. Penso dunque che sia bene per l’uomo, a causa della presente necessità, di rimanere così. Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla. Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne, e io vorrei risparmiarvele.
Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!
Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.
Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine, qualora essa sia oltre il fiore dell’età, e conviene che accada così, faccia ciò che vuole: non pecca. Si sposino pure! Chi invece è fermamente deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessità, ma è arbitro della propria volontà, ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio. La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. Ma se rimane così, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch’io lo Spirito di Dio.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 17, 2-3

R   Ti amo, Signore, mia forza:
           Signore, ti amo.

V   Mia roccia, mia fortezza, mio liberatore:
           Signore, ti amo.


L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal trattato su «La dignità dello stato vedovile» di sant’Agostino, vescovo

(6, 7-8: CSEL 41, 312-313)

Chiamata dei coniugi alla santità

Il rapporto che c’è fra bene e meglio, fra beato e più beato, c’è fra onesto e più onesto; e questo più onesto san Paolo lo chiama semplicemente onesto. Come, infatti, si oserà chiamare disonesto ciò che l’apostolo Pietro enuncia in termini come questi: «Voi, mariti, onorate la vostra moglie, come vaso più fragile e a voi soggetto, ma, alla pari con voi, erede della grazia» (1 Pt 3, 7)? E parlando alle mogli, le esorta a essere sottomesse al proprio marito, sull’esempio di Sara.
«Con tali ornamenti – dice – si abbellivano un tempo le sante donne che speravano in Dio, umilmente rispettose del proprio consorte. Sara, ad esempio, obbediva ad Abramo che chiamava suo signore. E di costei voi siete figlie, a patto che operiate il bene, al di là di ogni timore e turbamento» (1 Pt 3, 5-6).
Quanto l’apostolo Paolo asserisce della donna non sposata, «che», cioè, «deve essere santa di corpo e di spirito» (1 Cor 7, 34), non bisogna intenderlo nel senso che la donna sposata non sia santa nel corpo ma solo nello spirito: evidentemente, se è fedele e casta e, secondo l’espressione biblica, docile al marito.
Non è infatti possibile che sia santo lo spirito, se non lo è anche il corpo, di cui lo spirito, divenuto santo, si serve. A questo riguardo, non vorremmo dare ad alcuno l’impressione che argomentiamo del nostro e che le nostre prove non si basino sulla parola del Signore.
È vero pertanto che Pietro, parlando di Sara, si limita a nominare certe «sante donne», senza specificare «sante nel corpo» (1 Pt 3, 5). C’è però un testo di Paolo che noi dobbiamo considerare attentamente: quello in cui proibisce la fornicazione. «Non sapete – dice – che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò le membra di una prostituta? No certamente!» (1 Cor 6, 15). Dopo una tale affermazione, ci sarà chi osi concludere che le membra di Cristo non sono sante o si rifiuti di considerare come membro di Cristo il corpo delle spose cristiane? Ma l’Apostolo un po’ più avanti sentenzia: «Il vostro corpo è, in voi, il tempio dello Spirito santo, che avete ricevuto da Dio. Voi non appartenete più a voi stessi, dal momento che siete stati acquistati a caro prezzo» (1 Cor 6, 19-20).
Il corpo dei fedeli è chiamato membro di Cristo e il tempio dello Spirito santo: e l’espressione vale, ovviamente, per i fedeli dell’uno e dell’altro sesso. Vale per le sposate, vale per le non sposate.
Non si escludono, però distinzioni di merito; che anzi si presentano esplicitamente membra con dignità maggiore di altre. Nessuno di queste membra, tuttavia, è separato dal corpo. Quando, dunque, a proposito della donna non sposata, Paolo dice che «ha da essere santa di corpo e di spirito» (1 Cor 7, 34), vuol significare che la santità del corpo e dello spirito di chi non è sposato ha da essere più eminente; ma non dice affatto che il corpo di chi è sposato sia privo di santità.

INNO

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore,
          tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre
          con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo
          perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

ORAZIONE

Strappaci dalle nostre ingiustizie, o Dio pietoso,
e sempre allietaci nella tua pace.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.



©