MERCOLEDI DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO PER ANNUM
UFFICIO DELLE LETTURE

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.

Alleluia.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

INNO

Non sono impallidite ancora in cielo
l’ultime stelle, e già dal sonno, o Dio,
sorge la Chiesa a mattinar lo sposo
con animo adorante.

Così ci sia donato,
dopo la lunga notte,
di varcare le soglie del tuo regno
inni cantando a te con cuore nuovo.

O Trinità beata,
a te, suprema fonte dell’essere,
il coro dei redenti
leva felice l’inno nei secoli.   Amen.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

INNO

Dio fece le due luci grandi… 
e le stelle (Gn 1, 16).

Tu che l’immensa volta del cielo
stupendamente di luce avvampi
e di vaghi colori
adorni la bellezza del creato;

tu che nel quarto giorno hai voluto
il fiammeggiante globo del sole
e l’alternante gioco della luna
e il nitido corso degli astri,

così scandendo nell’ordine il tempo
e misurando le notti
e i giorni e i mesi e gli anni,
ascolta, Padre, la nostra preghiera.

Sciogli l’orrido gelo della colpa,
rischiara il cuore degli uomini,
impreziosisci l’anima
della tua santa grazia.

Noi t’imploriamo, o Dio,
per il tuo Figlio unigenito
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo.   Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore

Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 88, 2-38

La misericordia di Dio per la casa di Davide

Dalla discendenza di Davide secondo la promessa Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù (At 13, 23).

I (2-19)

Ant. 1   La tua fedeltà è fondata nei cieli, Signore.

Canterò senza fine le grazie del Signore, *
     con la mia bocca
          annunzierò la tua fedeltà nei secoli,

perché hai detto:
          «La mia grazia rimane per sempre»; *
     la tua fedeltà è fondata nei cieli.

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, *
     ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza, *
     ti darò un trono che duri nei secoli».

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore, *
     la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore, *
     chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?

Dio è tremendo nell’assemblea dei santi, *
     grande e terribile tra quanti lo circondano.

Chi è uguale a te, Signore, Dio degli eserciti? *
     Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona.

Tu domini l’orgoglio del mare, *
     tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
Tu hai calpestato Raab come un vinto, *
     con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

Tuoi sono i cieli, tua è la terra, *
     tu hai fondato il mondo e quanto contiene;
il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati, *
     il Tabor e l’Ermon cantano il tuo nome.

È potente il tuo braccio, *
     forte la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono, *
     grazia e fedeltà precedono il tuo volto.

Beato il popolo che ti sa acclamare *
     e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome, *
     nella tua giustizia trova la sua gloria.

Perché tu sei il vanto della sua forza *
     e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo, *
     il nostro re, del Santo d’Israele.

Gloria.

Ant. 1   La tua fedeltà è fondata nei cieli, Signore.

II (20-30)

Ant. 2   «Ho trovato Davide, mio servo, *
             con il mio santo olio l'ho consacrato».

Un tempo parlasti in visione ai tuoi santi dicendo: †
     «Ho portato aiuto a un prode, *
     ho innalzato un eletto tra il mio popolo.

Ho trovato Davide, mio servo, *
     con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno, *
     il mio braccio è la sua forza.

Su di lui non trionferà il nemico, *
     né l’opprimerà l’iniquo.
Annienterò davanti a lui i suoi nemici *
     e colpirò quelli che lo odiano.

La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui *
     e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
Stenderò sul mare la sua mano *
     e sui fiumi la sua destra.

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, *
     mio Dio e roccia della mia salvezza.
Io lo costituirò mio primogenito, *
     il più alto tra i re della terra.

Gli conserverò sempre la mia grazia, *
     la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza, *
     il suo trono come i giorni del cielo.

Gloria.

Ant. 2   «Ho trovato Davide, mio servo, *
             con il mio santo olio l'ho consacrato».

III (31-38)

Ant. 3   «Non violerò la mia alleanza; *
             non muterò la mia promessa».

Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge *
     e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti *
     e non osserveranno i miei comandi,

punirò con la verga il loro peccato *
     e con flagelli la loro colpa.

Ma non gli toglierò la mia grazia *
     e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non violerò la mia alleanza; *
     non muterò la mia promessa.

Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre: *
     certo non mentirò a Davide.

In eterno durerà la sua discendenza, *
     il suo trono davanti a me quanto il sole,
sempre saldo come la luna, *
     testimone fedele nel cielo».

Gloria.

Ant. 3   «Non violerò la mia alleanza; *
             non muterò la mia promessa».

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.


L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Gdc 6, 1. 6. 11-24

Dal libro dei Giudici

Vocazione di Gedeone

In quei giorni gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani di Madian per sette anni. Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore. Ora l'angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita; Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel tino per sottrarlo ai Madianiti. L'angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Signor mio, se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: Il Signore non ci ha fatto forse uscire dall'Egitto? Ma ora il Signore ci ha abbandonati e ci ha messi nelle mani di Madian».
Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va' con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Signor mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manàsse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo». Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò finché tu torni». Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina preparò focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L'angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa pietra e vèrsavi il brodo». Egli fece così.
Allora l'angelo del Signore stese l'estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; salì dalla roccia un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime e l'angelo del Signore scomparve dai suoi occhi. Gedeone vide che era l'angelo del Signore e disse: «Signore, ho dunque visto l'angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Signore-Pace».

RESPONSORIO

Cfr. Sal 78, 6-8

R   Riversa il tuo sdegno
      sui popoli che non ti riconoscono,
           perché hanno divorato Giacobbe,
           hanno devastato la sua dimora.

V   Non imputare a noi le colpe dei nostri padri:
      siamo troppo infelici,
           perché hanno divorato Giacobbe,
           hanno devastato la sua dimora.


L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano, vescovo e martire

(13-15: CSEL 3, 275-278)

Venga il tuo regno. Sua fatta la tua volontà

«Venga il tuo regno». Domandiamo che venga a noi il regno di Dio, così come chiediamo che sia santificato in noi il suo nome. Ma ci può essere un tempo in cui Dio non regna? O quando presso di lui può cominciare ciò che sempre fu e mai cessò di esistere? Non è questo che noi chiediamo, ma piuttosto che venga il nostro regno, quello che Dio ci ha promesso, e che ci è stato acquistato dal sangue e dalla passione di Cristo, perché noi, che prima siamo stati schiavi del mondo, possiamo in seguito regnare sotto la signoria di Cristo. Così egli stesso promette, dicendo: «Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo» (Mt 25, 34).
In verità, fratelli carissimi, lo stesso Cristo può essere il regno di Dio di cui ogni giorno chiediamo la venuta, di cui desideriamo vedere, al più presto, l'arrivo per noi. Egli infatti è la risurrezione, poiché in lui risorgiamo. Per questo egli può essere inteso come il regno di Dio, giacché in lui regneremo. Giustamente dunque chiediamo il regno di Dio, cioè il regno celeste, poiché vi è anche un regno terrestre. Ma chi ha ormai rinunziato al mondo del male, è superiore tanto ai suoi onori quanto al suo regno. Proseguendo nella preghiera diciamo: «Sia fatta la tua volontà in cielo e in terra», non tanto perché faccia Dio ciò che vuole, ma perché possiamo fare noi ciò che Dio vuole. Infatti chi è capace di impedire a Dio di fare ciò che vuole? Siamo noi invece che non facciamo ciò che Dio vuole, perché contro di noi si alza il diavolo ad impedirci di orientare il nostro cuore e le nostre azioni secondo il volere divino. Per questo preghiamo e chiediamo che si faccia in noi la volontà di Dio. E perché questa si faccia in noi abbiamo bisogno della volontà di Dio, cioè della sua potenza e protezione, poiché nessuno è forte per le proprie forze, ma lo diviene per la benevolenza e la misericordia di Dio. Infine anche il Signore, mostrando che anche in lui c'era la debolezza propria dell'uomo, disse: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!» (Mt 26, 39). E offrendo l'esempio ai suoi discepoli perché non facessero la volontà loro, ma quella di Dio, aggiunse: «Però non come voglio io, ma come vuoi tu».
La volontà di Dio dunque è quella che Cristo ha eseguito e ha insegnato. È umiltà nella conversazione, fermezza nella fede, discrezione nelle parole, nelle azioni giustizia, nelle opere misericordia, nei costumi severità. Volontà di Dio è non fare dei torti e tollerare il torto subito, mantenere la pace con i fratelli, amare Dio con tutto il cuore, amarlo in quanto è Padre, temerlo in quanto è Dio, nulla assolutamente anteporre a Cristo, poiché neppure lui ha preferito qualcosa a noi. Volontà di Dio è stare inseparabilmente uniti al suo amore, rimanere accanto alla sua croce con coraggio e forza, dargli ferma testimonianza quando è in discussione il suo nome e il suo onore, mostrare sicurezza della buona causa, quando ci battiamo per lui, accettare con lieto animo la morte quando essa verrà per portarci al premio.
Questo significa voler essere coeredi di Cristo, questo è fare il comando di Dio, questo è adempiere la volontà del Padre.

INNO

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore,
          tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre
          con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo
          perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

ORAZIONE

Ci benedica la tua grazia, o Dio,
e ci conduca alla vita eterna.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.



©