MARTEDI DELLA XV SETTIMANA DEL TEMPO PER ANNUM
UFFICIO DELLE LETTURE

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.

Alleluia.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

INNO

Tu, Giorno eterno, che vivi e risplendi
dell’increata luce del Padre,
guarda propizio chi devoto illumina
di lieti canti la notte.

Vinci, Signore, le nostre tenebre:
sperdi le schiere dei dèmoni,
gli animi scuoti sì che il torpore
non soffochi le menti.

I servi che ti implorano
pietosamente ascolta: la lode
che a te si leva, Cristo, ci meriti
grazia, perdono e pace.

A te la gloria ascenda e il nostro giubilo,
o mite Re d’amore,
al Padre e allo Spirito Paraclito
negli infiniti secoli.   Amen.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

INNO

Dio disse: «La terra
produca germogli» (Gn 1, 11).

Creatore e sovrano di tutto,
vincendo le furie del mare,
hai tratto alla luce la terra,
bellissima nostra dimora.

Tu di vivaci fiori l’adorni
e, quasi mensa regale
di frutti ricoprendola e di mèssi,
la presenti ai tuoi figli.

Così alla fresca tua rugiada, o Dio,
verdeggi il deserto dell’anima;
lavi ogni macchia il pianto,
ogni ribelle fremito si plachi.

La nostra volontà alla tua si accordi
e rifugga dal male,
il cuore si arrenda alla grazia
e schivi gli atti che arrecano morte.

A te eleviamo, o Padre, la preghiera,
a te che regni nei secoli
con l’unico tuo Figlio
e lo Spirito santo.   Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore

Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA
Salmo 67

L’ingresso trionfale del Signore

Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose (Ef 4, 10).

I (2-11)

Ant. 1   Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano.

Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano *
      e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.

Come si disperde il fumo, tu li disperdi; †
     come fonde la cera di fronte al fuoco, *
     periscano gli empi davanti a Dio.

I giusti invece si rallegrino, †
     esultino davanti a Dio *
     e cantino di gioia.

Cantate a Dio, inneggiate al suo nome, *
     spianate la strada a chi cavalca le nubi:
«Signore» è il suo nome, *
     gioite davanti a lui.

Padre degli orfani e difensore delle vedove *
     è Dio nella sua santa dimora.

Ai derelitti Dio fa abitare una casa, †
     fa uscire con gioia i prigionieri; *
     solo i ribelli abbandona in arida terra.

Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo, *
     quando camminavi per il deserto,
          tremò la terra,
stillarono i cieli davanti al Dio del Sinai, *
     davanti a Dio, il Dio di Israele.

Pioggia abbondante riversavi, o Dio, *
     rinvigorivi la tua eredità esausta.
E il tuo popolo abitò il paese *
     che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero.

Gloria.

Ant. 1   Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano.

II (12-24)

Ant. 2   Il Signore annunzia una notizia, *
             le messaggere di vittoria sono grande schiera.

Il Signore annunzia una notizia, *
     le messaggere di vittoria sono grande schiera:
«Fuggono i re, fuggono gli eserciti, *
     anche le donne si dividono il bottino.

Mentre voi dormite tra gli ovili, †
     splendono d’argento le ali della colomba, *
     le sue piume di riflessi d’oro».

Quando disperdeva i re l’Onnipotente, *
     nevicava sullo Zalmon.

Monte di Dio, il monte Basan, *
     monte dalle alte cime, il monte di Basan.

Perché invidiate, o monti dalle alte cime, †
     il monte che Dio ha scelto a sua dimora? *
     Il Signore lo abiterà per sempre.

I carri di Dio sono migliaia e migliaia: *
     il Signore viene dal Sinai nel santuario.

Sei salito in alto conducendo prigionieri, †
     hai ricevuto uomini in tributo: *
     anche i ribelli abiteranno presso il Signore Dio.

Benedetto il Signore sempre; *
     ha cura di noi il Dio della salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva; *
     il Signore Dio libera dalla morte.

Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici, *
     la testa altèra di chi percorre la via del delitto.

Ha detto il Signore: «Da Basan li farò tornare, *
     li farò tornare dagli abissi del mare,

perché il tuo piede si bagni nel sangue, *
     e la lingua dei tuoi cani
          riceva la sua parte tra i nemici».

Gloria.

Ant. 2   Il Signore annunzia una notizia, *
             le messaggere di vittoria sono grande schiera.

III (25-36)

Ant. 3   Conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi, *
             e rendi forte il tuo popolo.

Appare il tuo corteo, Dio, *
     il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.

Precedono i cantori, †
     seguono ultimi i citaredi, *
     in mezzo le fanciulle che battono cèmbali.

«Benedite Dio nelle vostre assemblee, *
     benedite il Signore,
          voi della stirpe di Israele».

Ecco, Beniamino, il più giovane, †
     guida i capi di Giuda nelle loro schiere, *
     i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali.

Dispiega, Dio, la tua potenza, *
     conferma, Dio, quanto hai fatto per noi.
Per il tuo tempio, in Gerusalemme, *
     a te i re porteranno doni.

Minaccia la belva dei canneti, †
     il branco dei tori con i vitelli dei popoli: *
     si prostrino portando verghe d’argento;

disperdi i popoli che amano la guerra. †
     Verranno i grandi dall’Egitto, *
     l’Etiopia tenderà le mani a Dio.

Regni della terra, cantate a Dio, *
     cantate inni al Signore;
egli nei cieli cavalca, nei cieli eterni, *
     ecco, tuona con voce potente.

Riconoscete a Dio la sua potenza, †
     la sua maestà su Israele, *
     la sua potenza sopra le nubi.

Terribile sei, Dio, dal tuo santuario; †
     il Dio d’Israele dà forza e vigore al suo popolo. *
     Sia benedetto Dio.

Gloria.

Ant. 3   Conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi, *
             e rendi forte il tuo popolo.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.


L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

2 Sam 5, 1-7. 9-12

Dal secondo libro di Samuele

Davide, re di tutto Israele, conquista Gerusalemme

Vennero allora tutte le tribù d'Israele da Davide in Ebron e gli dissero: «Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne.
Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele.
Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele, mio popolo, tu sarai capo in Israele».
Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele. Davide aveva trent'anni quando fu fatto re e regnò quarant'anni.
Regnò in Ebron su Giuda sette anni e sei mesi e in Gerusalemme regnò trentatré anni su tutto Israele e su Giuda.
Il re e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. Costoro dissero a Davide: «Non entrerai qui: basteranno i ciechi e gli zoppi a respingerti», per dire: «Davide non potrà entrare qui». Ma Davide prese la rocca di Sion, cioè la città di Davide. Davide abitò nella rocca e la chiamò Città di Davide» Egli vi fece intorno costruzioni, dal Millo verso l'interno. Davide andava sempre crescendo in potenza e il Signore Dio degli eserciti era con lui. Chiram re di Tiro inviò a Davide messaggeri con legno di cedro, carpentieri e muratori, i quali costruirono una casa a Davide. Davide seppe allora che il Signore lo confermava re di Israele e innalzava il suo regno per amore di Israele suo popolo.

RESPONSORIO

Cfr. 2 Sam 5, 2; Sal 109, 2

R   II Signore ti ha detto:
      «Tu pascerai il mio popolo,
      tu sarai capo in Israele:
           domina in mezzo ai tuoi nemici».

V   Lo scettro del tuo potere
      stende il Signore da Sion:
           domina in mezzo ai tuoi nemici».


L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dai «Discorsi» del beato Isacco della Stella, abate

(Disc. 11: PL 194, 1728-1729)

Cristo non vuole perdonare nulla senza la Chiesa

Due sono le cose riservate a Dio solo: l'onore della confessione e il potere della remissione. A lui noi dobbiamo fare la nostra confessione; da lui dobbiamo aspettarci la remissione.
A Dio solo infatti spetta rimettere i peccati e perciò a lui ci si deve confessare. Ma l'Onnipotente avendo preso in sposa una debole e l'eccelso una di bassa condizione, da schiava ne ha fatto una regina e colei che gli stava sotto i piedi la pose al suo fianco. Uscì infatti dal suo costato, donde la fidanzò a sé.
E come tutte le cose del Padre sono del Figlio e quelle del Figlio sono del Padre, essendo una cosa sola per natura, così lo sposo ha dato tutte le cose sue alla sposa, e lo sposo ha condiviso tutto quello che era della sposa, che pure rese una cosa sola con se stesso e con il Padre. Voglio, dice il Figlio al Padre, pregando per la sposa, che come io e tu siamo una cosa sola, cosi anch'essi siano una cosa sola con noi (cfr. Gv 17, 21).
Lo sposo pertanto è una cosa sola con il Padre e uno con la sposa; quello che ha trovato di estraneo nella sposa l'ha tolto via, configgendolo alla croce, dove ha portato i peccati di lei sul legno e li ha eliminati per mezzo del legno. Quanto appartiene per natura alla sposa ed è sua dotazione, lo ha assunto e se ne è rivestito; invece ciò che gli appartiene in proprio ed è divino l'ha regalato alla sposa. Egli annullò ciò che era del diavolo, assunse ciò che era dell'uomo, donò ciò che era di Dio. Per questo quanto è della sposa è anche dello sposo.
Ed ecco allora che colui che non commise peccato e sulla cui bocca non fu trovato inganno, può dire: «Pietà di me, o Signore: vengo meno» (Sal 6, 3), perché colui che ha la debolezza di lei, ne abbia anche il pianto e tutto sia comune allo sposo e alla sposa. Da qui l'onore della confessione e il potere della remissione, per cui si deve dire: «Va' a mostrarti al sacerdote» (Mt 8, 4).
Perciò nulla può rimettere la Chiesa senza Cristo e Cristo non vuol rimettere nulla senza la Chiesa. Nulla può rimettere la Chiesa se non a chi è pentito, cioè a colui che Cristo ha toccato con la sua grazia; Cristo nulla vuol ritenere per perdonato a chi disprezza la Chiesa. «Quello che Dio ha congiunto l'uomo non lo separi. Questo mistero è grande, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa» (Mt 19, 6; Ef 5, 32). Non voler dunque smembrare il capo dal corpo. Il Cristo non sarebbe più tutto intero. Cristo infatti non è mai intero senza la Chiesa, come la Chiesa non è mai intera senza Cristo, Infatti il Cristo totale e integro è capo e corpo a un tempo; per questo dice: «Nessuno è mai salito al cielo fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo» (Gv 3, 13). Questi è il solo uomo che rimette i peccati.

INNO

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore,
          tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre
          con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo
          perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

ORAZIONE

La tua sovrana potenza
venga in nostro soccorso, o Padre buono,
e allontani da noi
ogni malvagia astuzia del demonio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.



©