VENERDI DELLA XXIX SETTIMANA DEL TEMPO PER ANNUM
UFFICIO DELLE LETTURE

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.

Alleluia.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

INNO

Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli dall’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti
gioiosamente si levi il cantico.   Amen.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

INNO

Dio disse: «Facciamo l’uomo 
e dòmini» (Gn 1, 26).

L’alta tua fantasia
ha popolato, Signore, la terra,
con ordinata sapienza chiamando
e fiere e rettili e bestie del campo.

E quasi re, sugli animali ignari
hai posto l’uomo, tua vivente immagine,
dell’universo coscienza e voce:
e così fu compiuto il sesto giorno.

La nostra nobiltà difendi, o Dio,
salva l’uomo dal male
che contamina il cuore
e i tuoi figli avvilisce.

La grazia accordi l’animo alla lode:
ogni groviglio di contesa sciogli,
prosperi nella pace il nostro giorno,
salvaci nella gioia.

A te leviamo, Padre, la supplica
per Gesù Cristo tuo Figlio
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli.   Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore

Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 34, 1-2, 3c. 9-19. 22-23. 27-28

Il Signore salva nella persecuzione

Cristo… con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna (Eb 9, 12).

I (1-2. 3c. 9-12)

Ant. 1   Di’ all’anima mia, Signore; *
             «Sono io la tua salvezza».

Signore, giudica chi mi accusa, *
     combatti chi mi combatte.

Afferra i tuoi scudi *
     e sorgi in mio aiuto.
Di’ all’anima mia: *
     «Sono io la tua salvezza».

Io invece esulterò nel Signore *
     per la gioia della sua salvezza.

Tutte le mie ossa dicano: «Chi è come te, Signore, †
     che liberi il debole dal più forte, *
     il misero e il povero dal predatore?».

Sorgevano testimoni violenti, *
     mi interrogavano su ciò che ignoravo,
mi rendevano male per bene: *
     una desolazione per la mia vita.

Gloria.

Ant. 1   Di’ all’anima mia, Signore; *
             «Sono io la tua salvezza».

II (13-16)

Ant. 2   Riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.

Io, quand’erano malati, vestivo di sacco, †
     mi affliggevo col digiuno, *
     riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.

Mi angustiavo come per l’amico, per il fratello, *
     come in lutto per la madre
          mi prostravo nel dolore.

Ma essi godono della mia caduta, si radunano, *
     si radunano contro di me
          per colpirmi all’improvviso.

Mi dilaniano senza posa, †
     mi mettono alla prova, scherno su scherno, *
     contro di me digrignano i denti.

Gloria.

Ant. 2   Riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.

III (17-19. 22-23. 27-28)

Ant. 3   Dèstati per la mia causa, Signore.

Fino a quando, Signore, starai a guardare? †
     Libera la mia vita dalla loro violenza, *
     dalle zanne dei leoni l’unico mio bene.

Ti loderò nella grande assemblea, *
     ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso.

Non esultino su di me i nemici bugiardi, *
     non strizzi l’occhio chi mi odia senza motivo.

Signore, tu hai visto, non tacere; *
     Dio, da me non stare lontano.
Dèstati, svégliati per il mio giudizio, *
     per la mia causa, Signore mio Dio.

Esulti e gioisca chi ama il mio diritto, †
     dica sempre: «Grande è il Signore *
     che vuole la pace del suo servo».

La mia lingua celebrerà la tua giustizia, *
     canterà la tua lode per sempre.

Gloria.

Ant. 3   Dèstati per la mia causa, Signore.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

   Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ger 22, 13-30

Dal libro del profeta Geremia

Oracolo contro gli ultimi re di Giuda

Guai a chi costruisce la casa senza giustizia
e il piano di sopra senza equità,
che fa lavorare il suo prossimo per nulla,
senza dargli la paga,
e dice: «Mi costruirò una casa grande
con spazioso piano di sopra»
e vi apre finestre
e la riveste di tavolati di cedro
e la dipinge di rosso.
Forse tu agisci da re
perché ostenti passione per il cedro?
Forse tuo padre non mangiava e beveva?
Ma egli praticava il diritto e la giustizia
e tutto andava bene.
Egli tutelava la causa del povero e del misero
e tutto andava bene;
questo non significa infatti conoscermi?
Oracolo del Signore.
I tuoi occhi e il tuo cuore,
invece, non badano che al tuo interesse,
a spargere sangue innocente,
a commettere violenza e angherie.
Per questo così dice il Signore su Ioiakìm figlio di
Giosia, re di Giuda:
«Non faranno il lamento per lui, dicendo:
Ahi, fratello mio! Ahi, sorella!
Non faranno il lamento per lui, dicendo:
Ahi, signore! Ahi, maestà!
Sarà sepolto come si seppellisce un asino,
lo trascineranno e lo getteranno
al di là delle porte di Gerusalemme».
Sali sul Libano e grida
e sul Basàn alza la voce;
grida dagli Abarìm,
perché tutti i tuoi amanti sono abbattuti.
Ti parlai al tempo della tua tranquilla prosperità,
ma tu dicesti: «Io non voglio ascoltare».
Tale è stata la tua condotta fin dalla giovinezza:
non hai ascoltato la mia voce.
Tutti i tuoi pastori saranno pascolo del vento
e i tuoi amanti andranno schiavi.
Allora ti dovrai vergognare ed essere confusa,
a causa di tutte le tue iniquità.
Tu che dimori sul Libano,
che ti sei fatta il nido tra i cedri,
come gemerai quando ti coglieranno le doglie,
dolori come di partoriente!
«Per la mia vita – oracolo del Signore – anche se Conìa figlio di Ioiakìm, re di Giuda, fosse un anello da sigillo nella mia destra, io me lo strapperei. Ti metterò nelle mani di chi attenta alla tua vita, nelle mani di coloro che tu temi, nelle mani di Nabucodònosor, re di Babilonia e nelle mani dei Caldei. Sbalzerò te e tua madre che ti ha generato in un paese dove non siete nati e là morirete. Ma nel paese in cui brameranno tornare, là non torneranno. È forse questo Conìa un vaso spregevole, rotto, oppure un vaso che non piace più a nessuno? Perché sono dunque scacciati, egli e la sua discendenza, e gettati in un paese che non conoscono?».
Terra, terra, terra! Ascolta la parola del Signore! Dice il Signore: «Registrate quest'uomo come uno senza figli, un uomo che non ha successo nella sua vita, perché nessuno della sua stirpe avrà la fortuna di sedere sul trono di Davide né di regnare ancora su Giuda».

RESPONSORIO

Cfr. Ger 22, 13; Sal 36, 28. 9

R   Guai a chi costruisce la casa senza giustizia,
      che fa lavorare il prossimo per nulla,
      senza dargli la paga,
           perché il Signore ama la giustizia
           e non abbandona i suoi fedeli.

V   I malvagi saranno sterminati,
      ma chi spera nel Signore possederà la terra,
           perché il Signore ama la giustizia
           e non abbandona i suoi fedeli.


L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal libro della «Imitazione di Cristo»

(L. I, cap. I, 1-5)

L’imitazione di Cristo 
e il disprezzo di tutte le vanità mondane

«Chi segue me non cammina nelle tenebre» (Gv 8, 12), dice il Signore. Queste sono parole di Cristo, con le quali egli ci esorta a imitare la sua vita e i suoi costumi, se vogliamo veramente essere illuminati e liberati da ogni cecità di cuore. Perciò il nostro più ardente desiderio deve essere quello di meditare la vita di Gesù Cristo.
La dottrina di Cristo supera tutte le dottrine dei santi; e chi ne possiede lo spirito, ci troverà «la manna nascosta» (Ap 2, 17). Avviene invece che molti, dal frequente ascoltare la parola divina, traggono ben poco ardore, perché mancano dello spirito di Cristo: ecco dunque che, se uno vuol comprendere pienamente e saporosamente i suoi insegnamenti, deve studiarsi di conformare a lui tutta la propria vita.
Che giova a te discutere profondamente sulla Trinità, se poi non sei umile e finisci così col dispiacere alla Trinità? Non i profondi discorsi, ma la vita virtuosa ci rende santi, giusti e cari a Dio. Perciò io desidero più sentire in me la compunzione che saperne la definizione.
E se tu sapessi anche tutta la Bibbia e gli scritti di tutti i filosofi, che vantaggio potresti trarne senza la carità e la grazia di Dio? «Oh, vanità delle vanità! E tutto è vanità» (Qo 1, 2; 12, 8), fuorché amare Dio e servire lui solo. Ed è questa, dunque, la più alta sapienza: avvicinarsi a Dio disprezzando il mondo.
Quindi è vanità cercare le ricchezze caduche e riporre in esse la nostra speranza. Vanità è anche desiderare gli onori e i posti elevati, seguire le brame della carne sospirando a ciò per cui si dovrà poi subire un castigo, sognare una vita lunga e curarsi poco di condurre una vita buona, badare solo alla vita d'oggi senza pensare mai a ciò che sarà un giorno: vanità è amare ciò che passa con la velocità d'un lampo, anziché bramare il luogo della gioia eterna. Ricordati spesso di quella massima: «Né occhio si sazia col vedere, né orecchio si empie con l'udire» (Qo 1, 8). Perciò fa' in modo di staccare il tuo cuore dall'amore delle cose visibili, per darti tutto alle cose invisibili: chi segue il richiamo dei sensi, macchia la propria coscienza e perde la grazia di Dio.

INNO

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore,
          tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre
          con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo
          perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

ORAZIONE

Il nostro labbro conosca, o Dio pietoso,
la gioia di lodarti,
e l’animo sempre si rallegri
della tua grande misericordia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.



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