Introduzione

«Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri […]. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»: è la parola di Gesù che deve accompagnare e guidare tutta la vita del credente. Il Signore ci ha amato fino al dono totale di sé e chiede che questo stesso amore sia il segno distintivo dei suoi discepoli. Esprimiamo quindi il desiderio e l’impegno «di fuggire ogni incoerenza» per vivere in quella novità di vita e di amore che nasce dalla Pasqua di Gesù, nella certezza che «dove la carità è vera, abita il Signore».

Atto penitenziale

Carissimi, il Signore Gesù ci invita alla mensa del suo sacrificio redentore: con fiducia e speranza, riconosciamoci tutti peccatori, perché alle debolezze della nostra condizione umana supplisca il perdono della sua infinita misericordia.

Tu che ti sei fatto povero per arricchirci: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che ci hai lasciato il comandamento nuovo dell’amore: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che perdoni molto a chi molto ama: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Lettura

La liturgia della parola di questa domenica concentra la nostra attenzione sull’amore come frutto della Pasqua. Il brano degli Atti ci ricorda che vera testimonianza della Pasqua è una comunità che nell’amore diviene un cuore solo e un’anima sola.

Epistola

Paolo ricorda ai Corinzi la qualità della vera carità. Non è il protagonismo molto attivo del nostro io, per quanto generoso. La carità è anzitutto recettiva: tutto sopporta con pazienza. È accoglienza dell’amore di Dio che lo Spirito riversa nei nostri cuori.

Vangelo

Dopo aver ricordato il frutto e la qualità dell’amore, il vangelo ce ne mostra il fondamento: l’amore di Cristo. Amare come lui ci ha amati. Più che imitazione, il «come» dice possibilità: sul fondamento del suo amore possiamo amarci gli uni gli altri.

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