Opera vincitrice al Narrapoetando

Fu difficile tornare tra i vivi / quindi di urto in urto imparai l’affetto. // Ora vago oltre il tempo che mi diedi / senza maestri, soffrendone come / soffre la crisalide / rotta.

Mentre la terra sgretola all’ennesimo spavento / e con essa questi anni e un altro / me stesso bozzato a fatica / vorrei soltanto che il cervello sapesse / come una bolla d’aria nel ghiaccio / serbare intatta una particola / vana, una trincea / di serenità.

«… se chi gioca in casa di solito è favorito, e premesso che la ‘casa’ in cui viviamo (fuori di metafora: la realtà lavorativa capitalistica, vista come precarizzante, anti-biologica e depressiva) appartiene irreversibilmente ad altri (potremmo dire, genericamente, al potere), allora siamo destinati non solo ad essere sempre ospiti, o utenti nel caso peggiore, e ad avere quindi scarsa possibilità di manovra, ma a trovare sempre l’1 sulla schedina della nostra breve esistenza, in altre parole, a perdere.» (dalla Prefazione di Riccardo Deiana)

Il nome di Alessandro Zaffini (Sassocorvaro, PU, 1988) si perde nella leggenda: protagonista del poema Urbineide (Raffaelli 2017) di messer Brunetto da Foggia, dottore nella città ducale e terrore del Nordest italiano sotto le spoglie del cantacose Giumara, a lui sono attribuiti due famigerati volumi: Le api marce (Sigismundus 2013) e Scordare il copione (Fara 2018), nonché Senza rumore (Alka 2019), un CD registrato con la band Giumara & The PinkNoise. Durante la pandemia sarebbe caduto in estasi nel suo scantinato… da allora un disco (Il regno vegetale) resta sepolto con altri segreti in attesa di spedizioni archeologiche.

 

 

autore: ALESSANDRO ZAFFINI
titolo: CONCERTO INUTILE
editore: Fara Editore
pagg. 102
ISBN 978-88-9293-022-3
€ 10,00
per ordinarlo

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post comment