A questo punto è opportuno presentare il simbolo dei colori liturgici, poiché la casula o la pianeta variano di colore secondo il tempo liturgico o la particolare festa celebrata.

I colori, nella vita quotidiana, hanno una forza espressiva e simbolica, e sono un elemento visivo molto efficace: ci indicano sentieri particolari da percorrere, autobus o metropolitane da prendere; difendono la nostra incolumità, come i colori del semaforo.

Vi sono colori che nella nostra cultura occidentale hanno un significato caratteristico: il bianco è il colore che indica festa, purezza, gioia: per questo la veste del battesimo, l’abito della prima comunione e l’abito della sposa sono bianchi. Il nero, generalmente, è il colore del lutto e della tristezza. Il verde, per la sua peculiarità di colore riposante e distensivo, che richiama anche le sfumature della vegetazione delle piante, è il colore che indica serenità e speranza. Il rosso, forse perché richiama alla mente il fuoco e il sangue, è il colore della passione, della totale donazione di sé.

Durante l’anno liturgico, attraverso il colore dei paramenti sacri indossati dal celebrante, possiamo dedurre quale tempo liturgico è in corso. L’anno liturgico, infatti, ha i suoi colori che spiegano e ci orientano nel tempo che stiamo vivendo; in un certo senso, sono i segnali che fanno capire subito l’itinerario particolare che si sta percorrendo o la festa che si sta celebrando.

Anticamente per le vesti liturgiche era usato soltanto il colore bianco, con riferimento alla risurrezione e alla purezza, su indicazione di alcuni brani della Sacra Scrittura. Durante la trasfigurazione le vesti di Gesù diventano bianche: «E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17, 2); le donne, che per prime giungono al sepolcro, trovano un angelo vestito di bianco: «Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito di una veste bianca» (Mc 16,5); nel libro dell’Apocalisse il bianco è il colore degli eletti e dei redenti: «Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: “Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?”. Gli risposi “Signore, mio, tu lo sai”. E lui: “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide con il sangue dell’Agnello”» (Ap 7, 13-14); «Gli eserciti del cielo seguono [il Verbo di Dio] su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro» (Ap 19, 14).

In seguito la Chiesa, per sottolineare la caratteristica delle varie feste, e per aiutare a capire meglio il mistero celebrato, inserì altri colori nella liturgia, con un’intenzione simbolica e pedagogica.

La differenza dei colori nelle vesti sacre ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell’anno liturgico (Ordinamento Generale del Messale Romano 345).

  • Il colore viola (morello nel rito ambrosiano) indica penitenza, conversione, attesa e suffragio; si usa nei tempi di Avvento e di Quaresima e nella Liturgia dei defunti.
  • Il colore bianco significa risurrezione, purezza e gioia; si usa nel Tempo di Natale e nel Tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, della Vergine Maria e dei santi, eccettuati i martiri.
  • Il colore verde esprime speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante; il usa nel Tempo Ordinario.
  • Il colore rosso indica amore, sacrificio e martirio; si usa la Domenica delle Palme, il Venerdì santo, la Domenica di Pentecoste e nelle celebrazioni dei santi martiri (Nel rito ambrosiano questo colore è usato nella Settimana santa e nelle seguenti solennità: Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, Sacratissimo Cuore di Gesù. È anche utilizzato nel periodo dopo Pentecoste fino alla Dedicazione della Chiesa cattedrale, dopo di che subentra il colore verde).
  • Il colore giallo oro significa regalità e gloria e si può usare per sottolineare l’importanza di alcune solennità. Può sostituire tutti i colori eccetto il viola e il nero.

Altri colori sono usati raramente:

  • Il colore nero, che si può usare nelle messe per i defunti.
  • Il colore rosaceo, che si può usare la terza Domenica di Avvento e la quarta di Quaresima, stempera il colore viola, addolcendo il clima penitenziale; indica gioia per la solennità ormai vicina. La terza Domenica di Avvento, infatti, è denominata Gaudete (gioite) e la quarta di Quaresima Laetare (rallegrati) dalla prima parola dell’antifona di ingresso della messa rispettiva.
  • Il colore celeste richiama il cielo ed è usato, soprattutto in Spagna, nelle celebrazioni che riguardano la Vergine Maria.

In determinate culture alcuni colori possono avere significati diversi che non sono in sintonia con quelli proposti. La Chiesa, allora, demanda alle singole Conferenze episcopali di proporre adattamenti che rispettino e tengano conto dei contesti culturali dei singoli popoli (cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano 346).

 

don Remo Lupi

le parti già pubblicate si trovano nella sezione “Approfondimenti

 

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