1. Quando nell’ultima cena,
tradito da Giuda infelice,
con le sue mani Cristo si offerse in cibo,
svelò il gran mistero:
Prendete, mangiate il mio corpo,
che immolo per voi.
O pane disceso dal cielo,
chi guasta la tua dolcezza non muore,
ma vive in eterno.
O calice santo del sangue di Cristo,
sei prezzo d’eterna salvezza,
sei fonte di grazia celeste.

2. Quando nell’ultima cena,
vigilia di cruda passione,
Cristo agli amici porse fragrante vino,
svelò il gran mistero:
«Prendete, bevete il mio sangue,
ch’è sparso per voi».

 

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