SABATO DELLA IV SETTIMANA DOPO PENTECOSTE
ALL’INGRESSO
Cfr. Sal 94 (95), 6-7a

Venite, adoriamo:
prostriamoci a colui che ci ha creato
perché è nostro Signore e nostro Dio.

ALL'INIZIO DELL'ASSEMBLEA LITURGICA

Mostra ancora, o Dio forte ed eterno,
a favore dei credenti
gli antichi prodigi operati dal tuo braccio;
vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa
di professare in libertà la propria fede
e di custodire senza timore la tua legge.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Lv 23, 26-32

Lettura del libro del Levitico.

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una riunione sacra, vi umilierete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. In quel giorno non farete alcun lavoro, poiché è il giorno dell’espiazione, per compiere il rito espiatorio per voi davanti al Signore, vostro Dio. Ogni persona che non si umilierà in quel giorno sarà eliminata dalla sua parentela. Ogni persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro io la farò perire in mezzo alla sua parentela. Non farete alcun lavoro. Sarà per voi una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Sarà per voi un sabato di assoluto riposo e dovrete umiliarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera seguente, farete il vostro riposo del sabato».

Parola di Dio.

SALMO
Sal 97 (98), 5-9

Acclamate al nostro re, il Signore,

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R.

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani. R.

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R.

EPISTOLA
Eb 9, 6b-10

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda. Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: si tratta soltanto di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Is 53, 11cd

Alleluia.
Il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Alleluia.

VANGELO
Gv 10, 14-18

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO
Cfr. Es 32, 12-13

Signore, cessi la tua ira;
sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
come giurasti su te stesso, o Dio.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Verso le tue creature, o Dio,
tu preferisci la misericordia allo sdegno;
vedi quanto siamo deboli e incerti
e fa’ prevalere sulla nostra povertà
la luce e la forza della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ci vengono dalla tua generosità, o Padre,
i doni che ora ti offriamo;
accoglili con bontà
e trasformali nei tuoi santi misteri
perché sostengano la nostra quotidiana esistenza
e ci conducano alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
esaltarti sempre,
qui e in ogni luogo,
Dio onnipotente e santo.
Da te riceviamo l’esistenza,
la forza di agire e la grazia di vivere,
e così tu dimostri ogni giorno
il tuo amore di padre.
Già in questa fuggevole vita
ci assicuri e ci anticipi
il possesso della ricchezza eterna
e, donandoci le primizie dello Spirito
che ha risuscitato dai morti Cristo Signore,
ci serbi nella viva speranza
di partecipare alla gloria senza fine.
Gioiosi per questa certezza,
uniti al canto perenne degli angeli,
ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Sal 9, 2b-3

Annunzierò, o Dio, 
le tue gesta mirabili,
gioisco in te ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo.

ALLA COMUNIONE

Scorre la vita 
e i nostri giorni volgono alla fine.
Fin che c’è dato tempo
leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
Teniamo accese le lampade
perché il Giudice dell’universo
sta per giudicare tutte le genti.

DOPO LA COMUNIONE

Abbiamo ricevuto, o Padre,
i doni del sacro mistero;
la celebrazione che il tuo Figlio
ci ha comandato di compiere in sua memoria
sia efficace soccorso alla nostra debolezza
e ci conservi nella comunione con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

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