SAN BERNARDO, ABATE E DOTTORE DELLA CHIESA

Memoria

Le parti mancanti del proprio sono prese dal comune dei dottori della Chiesa, formulario n. 1


Bernardo nacque presso Digione in Francia nel 1090.
Nel 1111 si consacrò totalmente a Dio, entrando nell’Ordine dei Cistercensi.
Eletto abate appena venticinquenne, con dodici compagni fondò il monastero di «Chiara Valle», che resse fino alla morte.
Spirito nobilissimo, si distinse per pietà, integrità di vita, ardore di carità, eloquenza dolce e appassionata, tanto da divenire il naturale maestro di quanti aspiravano alla perfezione evangelica.
Mosso da zelo apostolico, affrontò numerosi viaggi, e venne anche a Milano nel 1135, araldo di pace, di concordia e di rinnovamento religioso.
Fu apprezzato consigliere di prìncipi e di pastori, e per amore della Chiesa e del romano pontefice affrontò molte fatiche.
Morì il 20 agosto 1153.
Numerosi sono i suoi scritti di natura teologica e ascetica, in grazia dei quali il papa Pio VIII lo riconobbe dottore della Chiesa universale.

ALL’INGRESSO
Sir 15, 5

Il Signore gli ha concesso il dono della parola
in mezzo alla sua Chiesa.
Lo ha ricolmato di sapienza,
lo ha rivestito di gloria.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, che hai suscitato nella Chiesa san Bernardo abate
quale lampada che arde e risplende,
fa’ che per sua intercessione
camminiamo sempre con rinnovato fervore di spirito,
come figli della luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Ne 9, 1-15. 36 – 10, 1

Lettura del libro di Neemia.

Il ventiquattro dello stesso mese, gli Israeliti si radunarono per un digiuno, vestiti di sacchi e coperti di polvere. I discendenti d’Israele si separarono da tutti gli stranieri e in piedi confessarono i loro peccati e le colpe dei loro padri. Si alzarono in piedi e lessero il libro della legge del Signore, loro Dio, per un quarto della giornata; per un altro quarto essi confessarono i peccati e si prostrarono davanti al Signore, loro Dio. Giosuè, Banì, Kadmièl, Sebania, Bunnì, Serebia, Banì e Chenanì salirono sulla pedana dei leviti e invocarono a gran voce il Signore, loro Dio. I leviti Giosuè, Kadmièl, Banì, Casabnia, Serebia, Odia, Sebania e Petachia dissero:
«Alzatevi e benedite il Signore, vostro Dio,
da sempre e per sempre!
Benedicano il tuo nome glorioso,
esaltato al di sopra di ogni benedizione
e di ogni lode!
Tu, tu solo sei il Signore,
tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli
e tutto il loro esercito,
la terra e quanto sta su di essa,
i mari e quanto è in essi;
tu fai vivere tutte queste cose
e l’esercito dei cieli ti adora.
Tu sei il Signore Dio, che hai scelto Abram,
lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei
e lo hai chiamato Abramo.
Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te
e hai stabilito con lui un’alleanza,
promettendo di dare la terra dei Cananei,
degli Ittiti, degli Amorrei, dei Perizziti,
dei Gebusei e dei Gergesei,
di darla a lui e alla sua discendenza;
hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto.
Tu hai visto l’afflizione dei nostri padri in Egitto
e hai ascoltato il loro grido presso il Mar Rosso;
hai operato segni e prodigi contro il faraone,
contro tutti i suoi servi,
contro tutto il popolo della sua terra,
perché sapevi che li avevano trattati con durezza,
e ti sei fatto un nome che dura ancora oggi.
Hai aperto il mare davanti a loro
ed essi sono passati in mezzo al mare sull’asciutto;
quelli che li inseguivano hai precipitato nell’abisso,
come una pietra in acque impetuose.
Li hai guidati di giorno con una colonna di nube
e di notte con una colonna di fuoco,
per rischiarare loro la strada su cui camminare.
Sei sceso sul monte Sinai
e hai parlato con loro dal cielo,
e hai dato loro norme giuste e leggi sicure,
statuti e comandi buoni;
hai fatto loro conoscere il tuo santo sabato
e hai dato loro comandi, statuti e una legge
per mezzo di Mosè, tuo servo.
Hai dato loro
pane del cielo per la loro fame
e hai fatto scaturire
acqua dalla rupe per la loro sete,
e hai detto loro di andare
a prendere in possesso la terra
che avevi giurato di dare loro.
Oggi, eccoci schiavi;
e quanto alla terra che tu hai concesso ai nostri padri,
perché ne mangiassero i frutti e i beni,
ecco, in essa siamo schiavi.
I suoi prodotti abbondanti sono per i re,
che hai posto su di noi a causa dei nostri peccati
e dispongono dei nostri corpi
e del nostro bestiame a loro piacimento,
e noi siamo in grande angoscia.
Tuttavia noi vogliamo sancire un patto e lo mettiamo per iscritto. Sul documento sigillato figurino i nostri capi, i nostri leviti e i nostri sacerdoti».

Parola di Dio.

SALMO
Sal 76 (77), 2-3. 6-7. 10-12. 16

Signore, noi siamo il gregge del tuo pascolo.

La mia voce verso Dio: io grido aiuto!
La mia voce verso Dio, perché mi ascolti.
Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore,
nella notte le mie mani sono tese e non si stancano;
l’anima mia rifiuta di calmarsi. R.

Ripenso ai giorni passati,
ricordo gli anni lontani.
Un canto nella notte mi ritorna nel cuore:
medito e il mio spirito si va interrogando.
Può Dio aver dimenticato la pietà,
aver chiuso nell’ira la sua misericordia? R.

E ho detto: «Questo è il mio tormento:
è mutata la destra dell’Altissimo».
Ricordo i prodigi del Signore,
sì, ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Hai riscattato il tuo popolo con il tuo braccio,
i figli di Giacobbe e di Giuseppe. R.

CANTO AL VANGELO
Cfr. Mc 2, 27

Alleluia.
Il sabato è stato fatto per l’uomo
e non l’uomo per il sabato, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO
Lc 13, 10-17

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO
Dn 12, 3

I saggi rifulgeranno come lo splendore del firmamento;
coloro che insegneranno a molti la giustizia
brilleranno come stelle per sempre.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Infondi nei nostri cuori, o Padre,
vero amore per te;
interceda san Bernardo coi suoi meriti e le sue preghiere
e ci ottenga l’effusione della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ti offriamo, o Dio, questo sacrificio,
fonte di unità e di pace,
nel ricordo del santo abate Bernardo,
che si adoperò instancabile con la parola e con l’azione
a favorire la concordia della Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Cristo Signore nostro
proclamò e volle la sua Chiesa
sale della terra, luce del mondo,
città sulla cima della montagna
alla vista di tutti gli uomini.
Al servizio di questo progetto d’amore
tu hai suscitato san Bernardo
e lo hai arricchito
coi doni dell’intelligenza e della sapienza
perché fosse sul lucerniere della Chiesa
una lampada di vivo fulgore
da cui tutti venissero illuminati
e riconoscessero la tua gloria.
Ammaestràti dalla sua dottrina e dal suo esempio,
con animo grato e devoto
ora ci uniamo ai cori celesti
per elevarti, o Padre, l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Sir 44, 15

I popoli proclamino la sapienza dei santi
e la Chiesa ne celebri le lodi.

ALLA COMUNIONE
Gv 8, 12

«Chi segue me non cammina nelle tenebre,
– dice il Signore – 
ma avrà la luce della vita».

DOPO LA COMUNIONE

Il Pane di vita eterna,
ricevuto nella festa di san Bernardo,
ci rianimi e ci rinnovi, o Dio forte e santo,
e lo stesso amore,
che soavemente infiammò questo tuo servo fedele,
ci porti all’intima comunione col tuo Verbo fatto uomo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

©