S. Ambrogio
Liturgia della vigilia
ALL'INGRESSO
Cfr. Dt 28, 11-12

Il Signore ti ha scelto
per suo sommo sacerdote,
ti ha aperto i suoi tesori
e ti ha colmato di ogni benedizione.

Si dice il Credo.

ALL'INIZIO DELL'ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, creatore del mondo,
che hai consacrato questo giorno
con l’elezione episcopale di sant’Ambrogio,
concedi al tuo popolo
che ne celebra devotamente la beata memoria
di ottenere, per sua intercessione,
il soccorso del tuo paterno amore.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Vita di sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa

Ambrogio nacque da famiglia romana a Trèviri nelle Gallie, città allora residenza imperiale, dove il padre esercitava le alte funzioni di prefetto del pretorio. Terminati a Roma gli studi, ricevette dal prefetto Probo l’incarico di recarsi a Milano come governatore della provincia di Liguria ed Emilia.
Proprio in quel tempo morì il vescovo Assenzio e tra il popolo cristiano si accese una violenta discordia in merito alla scelta del successore. Ambrogio si recò allora – com’era dovere della sua carica – alla chiesa, per sedare il tumulto: qui parlò a lungo e con grande capacità persuasiva della pace e del bene comune. L’impressione sui presenti fu enorme. Si dice che a quel punto improvvisamente risuonò nell’assemblea l’esclamazione di un fanciullo «Ambrogio vescovo!», e che tutto il popolo si unì a quella voce e acclamò concorde «Ambrogio vescovo!», designando in tal modo con scelta unanime il governatore quale proprio pastore.
Di fronte al rifiuto e alla resistenza di Ambrogio, il desiderio ardente del popolo fu sottoposto all’imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse stato scelto tra i magistrati da lui nominati. Lietissimo fu pure il prefetto Probo che, quasi profetizzando, aveva detto ad Ambrogio al momento della partenza: «Va’, e comportati non come giudice, ma come vescovo».
Coincidendo pertanto la volontà dell’imperatore col desiderio del popolo. Ambrogio venne battezzato (era infatti solo catecumeno), e iniziato nei giorni successivi al sacro ministero.
Otto giorni dopo il battesimo, precisamente il 7 dicembre dell’anno 374, ricevette l’ordinazione episcopale.
Divenuto vescovo, fu suo impegno difendere con coraggio la libertà della Chiesa e la dottrina della fede, richiamando alla verità molti eretici; fra questi generò a Gesù Cristo mediante il battesimo sant’Agostino, il grande dottore della Chiesa.
Sollecito del bene di tutte le Chiese, sapeva intervenire nella comunione cristiana con grande energia e costanza. Fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, tanto che, dopo la sua morte, nell’amministrazione dei Misteri dell’iniziazione cristiana cinque vescovi riuscirono a stento a supplirlo.
Amò intensamente i poveri e i prigionieri, per i quali donò tutto l’oro e l’argento che possedeva. Quando fu eletto vescovo, assegnò alla sua Chiesa anche i propri vasti possedimenti fondiari in Sicilia e in Africa – destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina – in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua. Così, come un soldato privo di impedimenti e pronto a combattere, si mise al seguito di Cristo Signore che «da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà».
Godeva con coloro che erano nella gioia, piangeva con chi era afflitto. Ogni volta che qualcuno gli confessava i propri peccati per riceverne la penitenza, compartecipava a tal punto al dolore del penitente da versare con lui lacrime di pentimento: si considerava infatti peccatore tra i peccatori.
Dopo essersi recato per due volte nelle Gallie presso l’usurpatore Massimo, responsabile dell’uccisione dell’imperatore Graziano, Ambrogio ruppe irrevocabilmente la comunione con lui e con quanti si erano resi responsabili, insieme a Massimo, della morte a Trèviri dell’eretico Priscilliano.
Ma il presule milanese, in seguito alla strage di Tessalonica, non dubitò di escludere dalla partecipazione ai divini Misteri anche il grande imperatore Teodosio, da lui peraltro profondamente stimato, finché questi non ebbe umilmente eseguita la penitenza impostagli a causa di quella efferata repressione.
Il vescovo di Milano ha lasciato alla sua Chiesa splendidi edifici di culto e all’intera comunione cristiana scritti dogmatici e omiletici, considerati in Oriente come in Occidente testimonianza della fede dell’antica Chiesa indivisa.
Logorato dalle grandi fatiche e dall’intensa cura della Chiesa di Dio, al termine della sua ultima Quaresima cadde ammalato. Quando era ormai prossimo alla morte, pregava nel suo letto con le braccia aperte in forma di croce; Onorato, vescovo di Vercelli, mosso da un impulso divino, accorse al suo capezzale portandogli il Corpo del Signore. Ambrogio si comunicò e subito dopo consegnò la propria anima a Dio: era il Sabato Santo 4 aprile, dell’anno 397, prima dell’alba.

Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.
Amen.

SALMO
Sal 88 (89), 2-3. 21-22. 25. 36-38
EPISTOLA
Eb 5, 1-6

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, ogni sommo sacerdote, infatti, è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato, gliela conferì come è detto in un altro passo:
Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Sal 120 (121), 1b

Alleluia.
Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore.
Alleluia.

VANGELO
Gv 6, 14-21

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. La gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Atteniamoci fermamente alla fede come alla rotta sicura,
perché le tempeste del mondo non ci rendano naufraghi.
Vasto e spazioso è il mare, ma non ci impaura:
tu, o Signore, hai stabilito la tua Chiesa
sicura sulle acque, per sempre.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Concedi, o Dio, a questa tua Chiesa,
al suo vescovo e a tutti i fratelli
che vogliono seguire l’esempio di sant’Ambrogio
di arrivare insieme al possesso del regno dei cieli.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo.

SUI DONI

O Padre misericordioso,
il sacrificio che ti offriamo nella festa di sant’Ambrogio
ci liberi dai nostri peccati
e ci renda degni dei tuoi doni.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.
A questa tua Chiesa, che inizia a celebrare con rito festivo
la memoria di sant’Ambrogio,
tu doni che possa trarre nuovo vigore
dall’esempio della sua vita generosa
e nuovi tesori di sapienza
dai suoi mirabili insegnamenti,
mentre la sua continua preghiera, che a te sale gradita,
ci assicura protezione perenne.
Con questo tuo grande servo e nostro massimo patrono,
uniti agli angeli e ai santi,
esultando cantiamo la tua gloria:
Santo...

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Ora come un figlio, 
puoi chiamare Dio col nome di padre, 
ed è grazia mirabile.
Dica ogni credente: «Padre nostro».

ALLA COMUNIONE

Il corpo di Cristo è vero cibo di vita,
chi se ne nutre con fede
risorgerà dalla morte e sarà in eterno beato.

MAGNIFICAT

«Su chi volgerò lo sguardo?
– dice il Signore –. *
Sull’umile, su chi ha lo spirito contrito,
su chi teme la mia parola».

L’anima mia *
magnifica il Signore

e il mio spirito esulta *
in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome;

di generazione in generazione la sua misericordia *
per quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
per Abramo e la sua discendenza, per sempre.

Gloria.

«Su chi volgerò lo sguardo?
– dice il Signore –. *
Sull’umile, su chi ha lo spirito contrito,
su chi teme la mia parola».

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
DOPO LA COMUNIONE

Nutrìti del Pane disceso dal cielo
e divenuti un solo corpo,
ti chiediamo umilmente, o Dio,
di essere uniti per sempre a Cristo Signore,
nostro modello e nostro Capo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

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