XXIX DOMENICA DEL TEMPO PER ANNUM
UFFICIO DELLE LETTURE

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.

Alleluia.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

INNO

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allor e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

INNO

Dio disse: «Sia la luce!» 
E la luce fu (Gn 1, 3).

Col prodigio stupendo della luce,
rifulgente primizia,
hai dato origine al mondo
e all’implacabile corsa dei giorni.

Tu che hai domato il caos tenebroso
con l’alternarsi mirabile
di aurore e di tramonti,
ascolta, Padre, la voce che implora.

Oh! Non accada all’anima,
dispersa nei beni fuggevoli,
di legarsi ostinata nella colpa
e perdere la tua via;

ma, immune dal peccato,
eluso ogni pericolo,
arrivi alla porta del cielo
ed entri al premio eterno.

Ascolta, Dio pietoso, la preghiera
per Gesù Cristo Signore,
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25)

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Cantico   Is 26, 9-20

Carme di risurrezione

Svégliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà (Ef 5, 14).

Ant. 1   Signore, nostro Dio, donaci la tua pace.

Di notte anela a te l’anima mia, *
     al mattino ti cerca il mio spirito,
perché quando pronunzi i tuoi giudizi sulla terra, *
     giustizia imparano gli abitanti del mondo.

Si usi pure clemenza all’empio, *
     non imparerà la giustizia;
sulla terra egli distorce le cose diritte *
     e non guarda alla maestà del Signore.

Signore, sta alzata la tua mano, *
     ma essi non la vedono.

Vedano, arrossendo,
          il tuo amore geloso per il popolo; *
     anzi, li divori il fuoco preparato per i tuoi nemici.

Signore, ci concederai la pace, *
     poiché tu dài successo a tutte le nostre imprese.

Signore nostro Dio,
          altri padroni, diversi da te, ci hanno dominato, *
     ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo.

I morti non vivranno più, *
     le ombre non risorgeranno;

poiché tu li hai puniti e distrutti, *
     hai fatto svanire ogni loro ricordo.

Hai fatto crescere la nazione, Signore, †
     hai fatto crescere la nazione, ti sei glorificato, *
     hai dilatato tutti i confini del paese.

Signore, nella tribolazione ti abbiamo cercato; *
     a te abbiamo gridato nella prova,
          che è la tua correzione.

Come una donna incinta che sta per partorire †
     si contorce e grida nei dolori, *
     così siamo stati noi di fronte a te, Signore.

Abbiamo concepito, sentito le doglie, *
     abbiamo partorito vento;
non abbiamo portato salvezza al paese *
     e non sono nati abitanti nel mondo.

Ma di nuovo vivranno i tuoi morti, *
     risorgeranno i loro cadaveri.

Si sveglieranno ed esulteranno *
     quelli che giacciono nella polvere,
perché la tua rugiada è rugiada luminosa; *
     la terra darà alla luce le ombre.

«Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze *
     e chiudi dietro di te la porta.
Nasconditi per un istante *
     finché non sia passato lo sdegno».

Gloria.

Ant. 1   Signore, nostro Dio, donaci la tua pace.

Cantico   1 Cr 16, 8-22

Lode dell’alleanza con il Signore

Tutte queste cose sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi (1 Cor 10, 22).

Ant. 2   Cantate in onore del Signore,
             e inneggiate a lui, *
             ripetete a tutti i suoi prodigi.

Lodate il Signore, acclamate il suo nome; *
     manifestate ai popoli le sue gesta.

Cantate in suo onore, a lui inneggiate, *
     narrate tutti i suoi prodigi.
Gloriatevi del suo santo nome; *
     gioisca il cuore di quanti ricercano il Signore.

Cercate il Signore e la sua forza, *
     ricercate sempre il suo volto.
Ricordate i prodigi che egli ha compiuto *
     i suoi miracoli e i giudizi della sua bocca.

Stirpe di Israele suo servo, *
     figli di Giacobbe, suoi eletti,
egli, il Signore, è il nostro Dio; *
     in tutta la terra fanno legge i suoi giudizi.

Si ricorda sempre dell’alleanza, *
     della parola data a mille generazioni,
dell’alleanza conclusa con Abramo, *
     del giuramento fatto a Isacco,

confermato a Giacobbe come statuto, *
     a Israele come alleanza perenne:
«A te darò il paese di Canaan, *
     come tua parte di eredità».

Eppure costituivano un piccolo numero: *
     erano pochi e per di più stranieri nel paese.
Passarono dall’una all’altra nazione, *
     da un regno a un altro popolo.

Egli non tollerò che alcuno li opprimesse; *
     per essi egli castigò i sovrani:
«Non toccate i miei consacrati, *
     non maltrattate i miei profeti».

Gloria.

Ant. 2   Cantate in onore del Signore,
             e inneggiate a lui, *
             ripetete a tutti i suoi prodigi.

Cantico   1 Cr 16, 23-33

Il Signore re e giudice di tutta la terra

Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono al cospetto dell’Agnello (Ap 14, 3).

Ant. 3   Gli dèi di tutti i popoli sono un nulla; *
             il Signore, invece, ha formato il cielo.

Cantate al Signore, abitanti di tutta la terra; *
     annunziate ogni giorno la sua salvezza.
Proclamate fra i popoli la sua gloria, *
     fra tutte le nazioni i suoi prodigi.

Difatti grande è il Signore, degno di lode, *
     tremendo sopra tutti gli dèi.
Gli dèi di tutti i popoli sono un nulla; *
     il Signore, invece, ha formato il cielo.

Davanti a lui stanno maestà e splendore; *
     potenza e bellezza nel suo santuario.

Date al Signore, stirpi dei popoli, *
     date per il Signore gloria e onore.
Date per il Signore gloria al suo nome, †
     presentatevi a lui con offerte, *
     prostratevi al Signore in sacri ornamenti.

Tremate davanti a lui, abitanti di tutta la terra; *
     egli fissò il mondo sì che non crolli.

Gioiscano i cieli ed esulti la terra; *
     si dica fra i popoli: «Il Signore regna».

Frema il mare con quanto contiene; *
     tripùdi la campagna con quanto è in essa.
Gridino di giubilo gli alberi della foresta †
     di fronte al Signore, *
     perché viene per giudicare la terra.

Gloria.

Ant. 3   Gli dèi di tutti i popoli sono un nulla; *
             il Signore, invece, ha formato il cielo.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

   Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

2 Re 22, 8. 10 – 23, 4. 21-23

Dal secondo libro dei Re

Si ritrovano i libri della Legge e si rinnova l’alleanza

Il sommo sacerdote Chelkia disse allo scriba Safàn: «Ho trovato nel tempio il libro della legge». Chelkia diede il libro a Safàn, che lo lesse. Inoltre lo scriba Safàn riferì al re: «Il sacerdote Chelkia mi ha dato un libro». Safàn lo lessò davanti al re. Udite le parole del libro della legge, il re si lacerò le vesti. Egli comandò al sacerdote Chelkia, ad Achikam figlio di Safàn, ad Acbor figlio di Michea, allo scriba Safàn e ad Asaia ministro del re: «Andate, consultate il Signore per me, per il popolo e per tutto Giuda, intorno alle parole di questo libro ora trovato; difatti la collera del Signore, che si è accesa contro di noi, è grande, perché i nostri padri non hanno ascoltato le parole di questo libro e nelle loro azioni non si sono ispirati a quanto è stato scritto per noi».
Il sacerdote Chelkia insieme con Achikam, Acbor, Safàn e Asaia andarono dalla profetessa Culda moglie di Sallùm, figlio di Tikva, figlio di Carcas, guardarobiere; essa abitava in Gerusalemme nel secondo quartiere. L'interrogarono ed essa rispose loro: «Dice il Signore Dio di Israele: Riferite all'uomo che vi ha inviati da me:
Così parla il Signore: Eccomi, io faccio piombare una sciagura su questo luogo e sui suoi abitanti, attuando tutte le parole del libro lette dal re di Giuda, perché hanno abbandonato me e hanno bruciato incenso ad altri dèi per provocarmi a sdegno con tutte le opere delle loro mani; la mia collera divamperà contro questo luogo e non si spegnerà. Al re di Giuda, che vi ha inviati a consultare il Signore, riferirete: Queste cose dice il Signore Dio d'Israele: Quanto alle parole che hai udito,... poiché il tuo cuore si è commosso e ti sei umiliato davanti al Signore, udendo le mie parole contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che cioè diverranno una desolazione e una maledizione, ti sei lacerate le vesti e hai pianto davanti a me, anch'io ti ho ascoltato. Oracolo del Signore. Per questo, ecco, io ti riunirò ai tuoi padri, sarai composto nel tuo sepolcro in pace; i tuoi occhi non vedranno tutta la sciagura che io farò piombare su questo luogo». Quelli riferirono il messaggio al re.
Il re comandò al sommo sacerdote Chelkia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di condurre fuori del tempio tutti gli oggetti fatti in onore di Baal, di Asera e di tutta la milizia del cielo; li bruciò fuori di Gerusalemme, nei campi del Cedron, e ne portò la cenere a Betel.
Il re ordinò a tutto il popolo: «Celebrate la Pasqua per il Signore vostro Dio, con il rito descritto nel libro di questa alleanza». Difatti una Pasqua simile non era mai stata celebrata dal tempo dei Giudici, che governarono Israele, ossia per tutto il periodo dei re di Israele e dei re di Giuda. In realtà, tale Pasqua fu celebrata per il Signore, in Gerusalemme, solo nell'anno diciotto di Giosia.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 118, 97. 106. 103

R   Quanto amo la tua legge, Signore!
           Ho giurato, e lo confermo,
           di custodire i tuoi precetti di giustizia.

V   Quanto sono dolci al mio palato le tue parole:
      più del miele per la mia bocca.
           Ho giurato, e lo confermo,
           di custodire i tuoi precetti di giustizia.


L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal trattato su «L’amore di Dio» di san Bernardo, abate

(21-22: Opera omnia, 3, 137-138)

La prima ragione per la quale dobbiamo amare Dio, è Dio stesso

La giustizia è il cibo vitale e naturale dell'anima che usa della ragione; il denaro, invece, non diminuisce la fame dell'animo, come l'aria non diminuisce la fame del corpo. Se vedi un uomo affamato, con le fauci aperte contro il vento, ingoiare a piene boccate aria, quasi che con essa possa soddisfare la fame, non crederai forse che sia impazzito? Così non è minore pazzia credere che un'anima razionale possa essere saziata da tutte le cose terrene, piuttosto che esserne solo gonfiata. Che cosa può venire all'anima da parte dei corpi? Né i corpi, come è ovvio, possono alimentarsi di cose spirituali, né gli spiriti lo possono di cose materiali: «Benedici, anima mia, il Signore, che ricolma di beni il tuo desiderio» (Sal 102, 1. 5). È lui che ricolma di beni, incita al bene, conserva nel bene; previene, sostiene, riempie. Egli fa che tu desideri, egli è ciò che desideri.
Ho detto precedentemente che la prima ragione per la quale dobbiamo amare Dio, è Dio stesso. Ho detto la verità, perché egli è la causa efficiente e finale dell'amore. Egli ce ne dà il motivo, determina l'inclinazione dell'animo, appaga il desiderio. Egli ha fatto in modo, o meglio, si è fatto per noi tale da essere amato. È lui che si dona come oggetto della nostra speranza, affinché così noi lo amiamo con più felicità, e non sia detto che noi lo amiamo per niente. Il suo amore non solo prepara il nostro, ma lo ricompensa. Ci precede perché è più benigno, si può ricambiare perché è più giusto, si desidera perché è più amabile. È ricco verso tutti quelli che l'invocano, e tuttavia non possiede alcuna cosa migliore di lui. Ha dato se stesso perché potessimo meritare, serba sé in premio, offre sé come cibo delle anime sante, vende sé in riscatto di quelle prigioniere del peccato. Sei buono, o Signore, con l'anima che ti cerca. Come sarai allora con l'anima che ti trova? Ma proprio in ciò sta la meraviglia, che nessuno può cercarti, se non colui che ti abbia già prima trovato. Tu vuoi dunque esser tro­vato per esser cercato, vuoi esser cercato per esser trovato ancora. Sì, puoi ben essere cercato e trovato, ma non puoi essere prevenuto da noi. Anche se diciamo: «Al mattino la mia preghiera ti preverrà» (Sal 87, 14), non ve dubbio che sarà tiepida ogni preghiera che non sia stata, a sua volta, prevenuta dalla tua ispirazione.

INNO

Noi ti lodiamo, Dio, *
     ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
     tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
     e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
     il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
     sono pieni della tua Gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
     e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
     la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
     e lo Spirito santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
     eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
     per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
     hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
     Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
     che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
     nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
     guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
     lodiamo il tuo nome per sempre.

Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
     in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
     pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
     non saremo confusi in eterno.

ORAZIONE

O Dio, che ti sei accompagnato
ai tre giovani nella fornace infocata
mitigando con la tua potenza
l’ardore e l’impeto delle fiamme,
proteggi e libera dall’insidia del male
la vita dei tuoi servi.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.