SABATO DELLA III SETTIMANA DI PASQUA
UFFICIO DELLE LETTURE

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.

Alleluia.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

INNO

Il gallo annunzia il giornno,
chiama la nuova luce:
il Signore dei cuori
in questo canto ci dèsta alla vita,

e dice: «Su! Scuotete ogni torpore,
ogni pigrizia fugga,
in opere vegliate di giustizia:
vicino è il mio ritorno».

Quando l’alba rosseggia ad oriente,
intenti alla fatica
trovi i tuoi servi e ravvivi
la luminosa speranza.

O Figlio, nato prima d’ogni aurora,
col tuo vitale chiarore disperdi
l’ottenebrante sonno dello spirito;
la tua pietà ci sciolga da ogni male.

O Re d’amore, gloria
a te cantiamo e al Padre,
nell’unità del Paraclito
per la distesa dei secoli.   Amen.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

INNO

Dio cessò nel settimo giorno 
da ogni suo lavoro (Gn 2, 2).

O misteriosa fonte dell’essere
che le bellezze del mondo hai creato
e hai dato fine all’opera
nella quiete del settimo giorno,

a te i solerti figli
pur nel riposo anelino
e nella vita innocente contemplino
la serena letizia del tuo volto.

O, se ingrati peccammo,
amaro pianto lavi il nostro errore,
sì che non ci impaùri, o Dio pietoso,
l’ora del tuo giudizio.

Accogli, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo che regna
con te e con lo Spirito santo
negli infiniti secoli.   Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25)

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Cantico Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18

Inno di vittoria per il passaggio del Mare Rosso

Coloro che avevano vinto la bestia cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio (Ap 15, 2-3).

Ant. 1   Dio è prode in guerra, *
             si chiama Signore. Alleluia.

Voglio cantare in onore del Signore: †
     perché ha mirabilmente trionfato, *
     ha gettato in mare cavallo e cavaliere.

Mia forza e mio canto è il Signore, *
     egli mi ha salvato.
È il mio Dio e lo voglio lodare, *
     è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!

Dio è prode in guerra, *
     si chiama Signore.
I carri del faraone e il suo esercito *
     li ha gettati in mare.

Al soffio della tua ira
          si accumularono le acque, †
     si alzarono le onde come un argine, *
     si rappresero gli abissi in fondo al mare.

Il nemico aveva detto: «Inseguirò, raggiungerò, †
     spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama, *
     sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano!».

Soffiasti con il tuo alito:
          li coprì il mare, *
     sprofondarono come piombo in acque profonde.

Chi è come te fra gli dèi, *
     chi è come te, maestoso in santità, Signore?
Chi è come te, tremendo nelle imprese, *
     operatore di prodigi?

Stendesti la destra: *
     li inghiottì la terra.
Guidasti con il tuo favore
          questo popolo che hai riscattato, *
     lo conducesti con forza alla tua santa dimora.

Lo fai entrare *
     e lo pianti sul monte della tua promessa,
luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, *
     santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.

Il Signore regna *
     in eterno e per sempre!

Gloria.

Ant. 1   Dio è prode in guerra, *
             si chiama Signore. Alleluia.

Salmo 106

Ringraziamento per la liberazione

Questa è la parola che Dio ha inviato ai figli d’Israele recando la buona novella di pace, per mezzo di Gesù Cristo (At 10, 36).

I (1-19)

Ant. 2   Il Signore ha infranto le porte di bronzo *
             e ha spezzato le sbarre di ferro. Alleluia.

Celebrate il Signore, perché è buono, *
     perché eterna è la sua misericordia.
Lo dicano i riscattati del Signore, *
     che egli liberò dalla mano del nemico

e radunò da tutti i paesi, †
     dall’oriente e dall’occidente, *
     dal settentrione e dal mezzogiorno.

Vagavano nel deserto, nella steppa, *
     non trovarono il cammino
          per una città dove abitare.

Erano affamati e assetati, *
     veniva meno la loro vita.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Li condusse sulla via retta, *
     perché camminassero verso una città dove abitare.

Ringrazino Dio per la sua misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo:

poiché saziò il desiderio dell’assetato, *
     e l’affamato ricolmò di beni.

Abitavano nelle tenebre e nell’ombra di morte, *
     prigionieri della miseria e dei ceppi,
perché si erano ribellati alla parola di Dio *
     e avevano disprezzato il disegno dell’Altissimo.

Egli piegò il loro cuore sotto le sventure; *
     cadevano e nessuno li aiutava.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Li fece uscire dalle tenebre e dall’ombra di morte *
     e spezzò le loro catene.

Ringrazino Dio per la sua misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo;

perché ha infranto le porte di bronzo *
     e ha spezzato le sbarre di ferro.

Stolti per la loro iniqua condotta, *
     soffrivano per i loro misfatti;
rifiutavano ogni nutrimento *
     e già toccavano le soglie della morte.

Gloria.

Ant. 2   Il Signore ha infranto le porte di bronzo *
             e ha spezzato le sbarre di ferro. Alleluia.

II (20-43)

Ant. 3   Manda la tua parola *
             e guarisci i tuoi servi, Signore.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Mandò la sua parola e li fece guarire, *
     li salvò dalla distruzione.

Ringrazino Dio per la sua misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo.

Offrano a lui sacrifici di lode, *
     narrino con giubilo le sue opere.

Coloro che solcavano il mare sulle navi *
     e commerciavano sulle grandi acque,
videro le opere del Signore, *
     i suoi prodigi nel mare profondo.

Egli parlò e fece levare un vento burrascoso *
     che sollevò i suoi flutti.

Salivano fino al cielo, †
     scendevano negli abissi; *
     la loro anima languiva nell’affanno.

Ondeggiavano e barcollavano come ubriachi, *
     tutta la loro perizia era svanita.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Ridusse la tempesta alla calma, *
     tacquero i flutti del mare.
Si rallegrarono nel vedere la bonaccia *
     ed egli li condusse al porto sospirato.

Ringrazino Dio per la loro misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo.

Lo esaltino nell’assemblea del popolo, *
     lo lodino nel consesso degli anziani.

Ridusse i fiumi a deserto, *
     a luoghi aridi le fonti d’acqua
e la terra fertile a palude *
     per la malizia dei suoi abitanti.

Ma poi cambiò il deserto in lago, *
     e la terra arida in sorgenti d’acqua.
Là fece dimorare gli affamati *
     ed essi fondarono una città dove abitare.

Seminarono campi e piantarono vigne, *
     e ne raccolsero frutti abbondanti.
Li benedisse e si moltiplicarono, *
     non lasciò diminuire il loro bestiame.

Ma poi, ridotti a pochi, furono abbattuti, *
     perché oppressi dalle sventure e dal dolore.
Colui che getta il disprezzo sui potenti, *
     li fece vagare in un deserto senza strade.

Ma risollevò il povero dalla miseria *
     e rese le famiglie numerose come greggi.

Vedono i giusti e ne gioiscono *
     e ogni iniquo chiude la sua bocca.
Chi è saggio osservi queste cose *
     e comprenderà la bontà del Signore.

Gloria.

Ant. 3   Manda la tua parola *
             e guarisci i tuoi servi, Signore.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.


L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ap 11, 1-19

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo

I due Testimoni e il giudizio di Dio

Io, Giovanni, vidi: mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto: «Alzati e misura il santuario di Dio e l'altare e il numero di quelli che vi stanno adorando. Ma l'atrio che è fuori del santuario, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato in balìa dei pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi. Ma farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni». Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra. Se qualcuno pensasse di far loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di far loro del male. Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiar l'acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo vorranno. E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall'Abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove appunto il loro Signore fu crocifisso. Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permetteranno che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. Gli abitanti della terra faranno festa su di loro, si rallegreranno e si scambieranno doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.
Ma dopo tre giorni e mezzo, un soffio di vita procedente da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli. Allora udirono un grido possente dal cielo: «Salite quassù» e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici. In quello stesso momento ci fu un grande terremoto che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti presi da terrore davano gloria al Dio del cielo.
Così passò il secondo «guai»; ed ecco viene subito il terzo «guai».
Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano: «Il regno del mondo
appartiene al Signore nostro e al suo Cristo:
egli regnerà nei secoli dei secoli».
Allora i ventiquattro vegliardi, seduti sui loro troni al cospetto di Dio, si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo:
«Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente,
che sei e che eri
perché hai messo mano alla tua grande potenza
e hai instaurato il tuo regno.
Le genti fremettero,
ma è giunta l'ora della tua ira,
il tempo di giudicare i morti,
di dare la ricompensa ai tuoi servi,
ai profeti e ai santi
e a quanti temono il tuo nome,
piccoli e grandi,
e di annientare coloro
che distruggono la terra».
Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.

RESPONSORIO

Cfr. Ap 11, 15; Sal 2, 2

R   Il regno del mondo appartiene al Signore
      e al suo Consacrato:
           egli regnerà
           nei secoli dei secoli. Alleluia.

V   Insorgono i re della terra
      e i prìncipi congiurano insieme
      contro il Signore e contro il suo Messia;
           egli regnerà nei secoli dei secoli. Alleluia.


L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal «Commento sul vangelo di san Giovanni» di san Cirillo d'Alessandria, vescovo

(Lib. 4, 2: PG 73, 563-566)

Cristo ha dato il suo corpo per la vita di tutti

Muoio, dice il Signore, per tutti, per vivificare tutti per mezzo mio. Con la mia carne ho redento la carne di tutti. La morte infatti morrà nella mia morte e la natura umana, che era caduta, risorgerà insieme con me.
Per questo infatti sono divenuto simile a voi, uomo cioè della stirpe di Abramo, per essere in tutto simile ai fratelli.
Ben comprendendo il progetto divino lo stesso san Paolo dice: «Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch'egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo» (Eb 2, 14). Infatti in nessun'altra maniera si sarebbe potuto distruggere chi aveva il potere della morte, e con lui la morte stessa, se non con il sacrificio di Cristo. Uno solo si è immolato per la redenzione di tutti, perché la morte regnava su tutti.
Cristo, offrendo se stesso a Dio Padre per noi come ostia immacolata, dice nel salmo: «Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto. Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: Ecco, io vengo. Sul rotolo del libro di me è scritto che io faccia il tuo volere. Mio Dio, questo io desidero» (Sal 39, 7-9).
Fu poi crocifisso per tutti e a causa di tutti, perché, morto uno per tutti, viviamo tutti in lui. Infatti non poteva accadere che la vita per se stessa fosse sottoposta alla morte o soccombesse alla corruzione. Che Cristo, poi, abbia offerto la sua carne per la vita del mondo, lo sappiamo con certezza dalle sue parole: Padre santo, custodiscili (cfr. Gv 17, 11). E di nuovo: Per loro io santifico me stesso (cfr. Gv 17, 19). Santifico, dice, cioè: mi consacro e mi offro quasi ostia immacolata di soave odore. Veniva santificato infatti, veniva chiamato santo, secondo la legge, ciò che era offerto sull'altare. Cristo dunque diede il suo corpo per la vita di tutti e così di nuovo innestò in noi la vita.
Dopo che il Verbo vivificante di Dio abitò nella carne, la ristabilì nel suo bene, cioè nella vita. Stabilì con essa una comunione misteriosa e così la rese partecipe della sua stessa vita.
Perciò il corpo di Cristo vivifica coloro che comunicano con esso. Scaccia la morte dai mortali e la corruzione dai corruttibili in virtù di quella potenza rigeneratrice che porta sempre con sé.

INNO

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore,
          tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre
          con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo
          perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

ORAZIONE

Dio vivo e vero,
che nella terra rinnovata dalla gloria del Salvatore
chiami tutte le creature alla festa pasquale,
fa' che nessuno, triste per le colpe commesse
e disperando della sua redenzione,
si senta mai escluso dalla gioia dell'universo.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.



©