LUNEDI DELLA XXIX SETTIMANA DEL TEMPO PER ANNUM
UFFICIO DELLE LETTURE

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria.

Alleluia.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

INNO

Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli.   Amen.

Quando l'Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

INNO

Dio fece il firmamento 
e separò le acque (Gn 1, 7).

Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio che dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,

dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.

Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.

Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo.   Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore

Il Creatore… è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 6

L’uomo nella prova implora la misericordia di Dio

«Ora l’anima mia è turbata… Padre, glorifica il tuo nome» (Gv 12, 27. 28).

Ant. 1   Volgiti, Signore, a liberarmi, *
             salvami per la tua misericordia.

Signore, non punirmi nel tuo sdegno, *
     non castigarmi nel tuo furore.
Pietà di me, Signore: vengo meno; *
     risanami, Signore: tremano le mie ossa.

L’anima mia è tutta sconvolta, *
     ma tu, Signore, fino a quando?
Volgiti, Signore, a liberarmi, *
     salvami per la tua misericordia.

Nessuno tra i morti ti ricorda. *
     Chi negli inferi canta le tue lodi?

Sono stremato dai lunghi lamenti, †
     ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, *
     irroro di lacrime il mio letto.

I miei occhi si consumano nel dolore, *
     Invecchio fra tanti miei oppressori.

Via da me voi tutti che fate il male, *
     il Signore ascolta la voce del mio pianto;

il Signore ascolta la mia supplica, *
     il Signore accoglie la mia preghiera.
Arrossiscano e tremino i miei nemici, *
     confusi, indietreggino all’istante.

Gloria.

Ant. 1   Volgiti, Signore, a liberarmi, *
             salvami per la tua misericordia.

Salmo 9 A

Ringraziamento per la vittoria

E di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti.

I (1-11)

Ant. 2   Annunzierò tutte le tue meraviglie, Signore.

Ti loderò, Signore, con tutto il cuore *
     e annunzierò tutte le tue meraviglie.
Gioisco in te ed esulto, *
     canto inni al tuo nome, o Altissimo.

Mentre i miei nemici retrocedono, *
     davanti a te inciampano e periscono,
perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; *
     siedi in trono giudice giusto.

Hai minacciato le nazioni, †
     hai sterminato l’empio, *
     il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.

Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico, *
     è scomparso il ricordo delle città che hai distrutto.

Ma il Signore sta assiso in eterno; *
     erige per il giudizio il suo trono:
giudicherà il mondo con giustizia, *
     con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

Il Signore sarà un riparo per l’oppresso, *
     in tempo di angoscia un rifugio sicuro.
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, *
     perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.

Gloria.

Ant. 2   Annunzierò tutte le tue meraviglie, Signore.

II (12-21)

Ant. 3   Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo; *
             chi è povero e infelice a te si affida.

Cantate inni al Signore, che abita in Sion, *
     narrate tra i popoli le sue opere.
Vindice del sangue, egli ricorda, *
     non dimentica il grido degli afflitti.

Abbi pietà di me, Signore, †
     vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, *
     tu che mi strappi dalle soglie della morte,

perché possa annunziare le tue lodi, †
     esultare per la tua salvezza *
     alle porte della città di Sion.

Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, *
     nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede.

Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; *
     l’empio è caduto nella rete, opera delle sue mani.

Tornino gli empi negli inferi, *
     tutti i popoli che dimenticano Dio.
Perché il povero non sarà dimenticato, *
     la speranza degli afflitti non resterà delusa.

Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo: *
     davanti a te siano giudicate le genti.
Riempile di spavento, Signore, *
     sappiano le genti che sono mortali.

Gloria.

Ant. 3   Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo; *
             chi è povero e infelice a te si affida.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

   Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Na 1, 1-8; 3, 1-7

Dal libro del profeta Naum

Il giudizio di Dio su Ninive

Oracolo su Ninive.
Libro della visione di Naum da Elcos.
Un Dio geloso e vendicatore è il Signore,
vendicatore è il Signore, pieno di sdegno.
Il Signore si vendica degli avversari
e serba rancore verso i nemici.
Il Signore è lento all'ira, ma grande in potenza
e nulla lascia impunito.
Nell'uragano e nella tempesta è il suo cammino
e le nubi sono la polvere dei suoi passi.
Minaccia il mare e il mare si secca,
prosciuga tutti i ruscelli.
Basan e il Carmelo inaridiscono,
anche il fiore del Libano languisce.
Davanti a lui tremano i monti,
ondeggiano i colli;
si leva la terra davanti a lui,
il mondo e tutti i suoi abitanti.
Davanti al suo sdegno chi può resistere
e affrontare il furore della sua ira?
La sua collera si spande come il fuoco
e alla sua presenza le rupi si spezzano.
Buono è il Signore, un asilo sicuro
nel giorno dell'angoscia:
conosce quelli che confidano in lui
quando l'inondazione avanza.
Stermina chi insorge contro di lui
e i suoi nemici insegue nelle tenebre.
Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne, colma di rapine,
che non cessa di depredare!
Sibilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitio di cavalli, cigolio di carri,
cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s'inciampa nei cadaveri.
Per le tante seduzioni della prostituta,
della bella maliarda, della maestra d'incanti,
che faceva mercato dei popoli con le sue tresche
e delle nazioni con le sue malie.
Eccomi a te, oracolo del Signore degli eserciti.
Alzerò le tue vesti fin sulla faccia
e mostrerò alle genti la tua nudità,
ai regni le tue vergogne.
Ti getterò addosso immondezze,
ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te
e dirà: «Ninive è distrutta!». Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?
Tutte le tue fortezze sono come fichi
carichi di frutti primaticci:
appena scossi, cadono i fichi
in bocca a chi li vuol mangiare.
Ecco il tuo popolo: in te vi sono solo donne,
spalancano la porta della tua terra ai nemici,
il fuoco divora le tue sbarre.
Attingi acqua per l'assedio, rinforza le tue difese,
pesta l'argilla, impasta mattoni, prendi la forma.
Eppure il fuoco ti divorerà,
ti sterminerà la spada.

RESPONSORIO

Cfr. Na 1, 3; Nm 14, 18; Sal 2, 11. 10. 12

R   Il Signore è lento all'ira,
      ma grande nella potenza,
      e nulla lascia impunito:
           servite Dio con timore.

V   Imparate la disciplina,
      che non si sdegni e voi perdiate la via:
           servite Dio con timore.


L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal trattato su «L’amore di Dio» di san Bernardo, abate

(26: Opera omnia, 3, 140-141)

Amare Dio per sé stesso

Inizialmente l'uomo ama Dio per i benefici che ne riceve, e non ancora per lui. È tuttavia già una certa saggezza sapere che cosa tu puoi fare da te, e che cosa tu possa con l'aiuto di Dio, e così conservarti innocente per colui che ti conserva sano. Ma se la tribolazione colpirà spesso l'uomo, egli sarà costretto a rivolgersi frequentemente a Dio, e da Dio, di conseguenza, verrà frequentemente liberato. Non sarà forse inevitabile allora che, se anche l'uomo, pur essendo tante volte liberato, avesse un animo di ferro e un cuore di pietra, si intenerisca alla bontà del soccorritore, e giunga ad amare Dio non soltanto per i benefici che ne riceve, ma per lui?
A causa delle sue molte necessità, è perciò inevitabile che l'uomo ricorra a Dio con molte invocazioni e che, rivolgendosi a lui, impari a gustarlo, e, gustandolo, a provare quanto è soave il Signore. Avviene così che, ad amare Dio di amore puro, più che costringerci la nostra necessità, ci attira la soavità di lui che abbiamo ormai gustata. Come i Samaritani, che dissero alla donna che aveva annunziato loro la presenza del Signore: «Noi non crediamo più per la tua parola; noi stessi infatti l'abbiamo udito, e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo» (Gv 4, 42), così anche noi, sul loro esempio, rivolgiamoci alla nostra carne e diciamole con ragione: «noi non amiamo Dio perché sovviene alle tue necessità, ma perché noi stessi abbiamo gustato e sappiamo quanto è soave il Signore». Perché la necessità è una specie di linguaggio della carne. Ed essa dà a conoscere esternamente, in qualche modo, i benefici ricevuti che, per esperienza, riconosce come utili.
Per un uomo animato da tali sentimenti, non sarà difficile adempiere il comandamento di amare il prossimo, perché costui ama veramente Dio e, per questo, anche quanto appartiene a Dio. Ama castamente, e perciò non ha difficoltà a obbedire a un casto comandamento, purificando sempre di più il suo cuore – come sta scritto – nell'obbedienza al precetto della carità. Ama con giustizia, e perciò abbraccia volentieri un giusto comandamento. Questo amore merita di essere accolto con gratitudine, perché è offerto gratuitamente. È casto, perché non si esprime con le parole e con la lingua, ma con le opere e la verità. È giusto, perché quale viene ricevuto, tale viene anche restituito. Chi in effetti ama in tal modo, non ama certo diversamente da come è stato amato. Cerca anche lui, a sua volta, non i suoi interessi, ma quelli di Cristo, come Cristo ha cercato non i suoi interessi, ma i nostri, o meglio ha cercato noi. Ama così colui che dice: «Lodate il Signore perché egli è buono» (Sal 117, 1). Colui che loda il Signore non perché è buono con lui, ma perché egli è buono, ama veramente Dio per Dio, e non per i benefici che riceve da lui. Non così ama colui del quale è scritto: «Ti loderà quando tu l'avrai beneficato» (Sal 48, 19). Questo è il terzo grado dell'amore, con cui Dio viene ormai amato per se stesso.

INNO

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore,
          tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre
          con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo
          perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

ORAZIONE

Eterno Creatore di tutto,
fa' che nell'animo dei tuoi figli
abiti sempre il dono dello Spirito,
perché, possedendo nella carità questo pegno divino,
arrivino alla perfezione dello stato di gloria.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.



©