La luce, per le sue proprietà di illuminare e di riscaldare, da quasi tutte le religioni viene riferita alla divinità. Nella professione di fede, che recitiamo durante la celebrazione eucaristica, diciamo di Gesù Cristo: «Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero». Nella Bibbia troviamo diversi episodi in cui Dio si manifesta attraverso la luce, ad esempio nell’esodo degli Ebrei dalla schiavitù d’Egitto: «Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce» (Es 13, 21); o nei profeti:… «ma il Signore sarà per te la luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore» (Is 60, 19). Nei Salmi vi sono alcune interessanti invocazioni al riguardo: «Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?» (Sal 27, 1); «È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce» (Sal 36, 10); «Beato il popolo che ti sa acclamare e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto» (Sal 89, 16); «Benedici il Signore, anima mia, Signore, mio Dio, quanto sei grande! Rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto» (Sal 104, 1-2).

Nel Nuovo Testamento, Gesù è la luce vera che rischiara le tenebre degli uomini e che porta a compimento le promesse dell’Antico Testamento: «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1, 9). Il vecchio Simeone, che attendeva il Messia, prendendo tra le braccia Gesù pronuncia le seguenti parole: «Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» (Lc 2, 32).

Gesù stesso, in modo chiaro e inequivocabile, si presenta come la luce: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8, 12). L’evangelista Giovanni, nel prologo al suo Vangelo, scrive così: «Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui [Gesù] e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1, 5). La liturgia è illuminata dalla luce di Cristo, dalla luce della sua presenza in mezzo al popolo che prega. Per questo, possiamo dire che la liturgia è «fonte» di luce, perché ci fa incontrare la Luce.

I cristiani devono essere i testimoni e il riflesso di questa luce, la devono irradiare nel mondo con la loro vita e il loro esempio, come ricorda Gesù ai discepoli: «Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa» (Mt 5, 14-15). San Paolo ammonisce in questo modo la comunità di Efeso: «Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce: il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità» (Ef 5, 8-9).

Le immagini evangeliche del sale, della luce e del lievito, pur riguardando indistintamente tutti i discepoli di Gesù, trovano una specifica applicazione ai fedeli laici. Sono immagini splendidamente significative, perché dicono non solo l’inserimento profondo e la partecipazione piena dei fedeli laici nella terra, nel mondo, nella comunità umana; ma anche e soprattutto la novità e l’originalità di un inserimento e di una partecipazione destinati alla diffusione del Vangelo che salva (Christifideles laici 15).

Gesù, attraverso lo Spirito Santo che ha donato nei sacramenti del battesimo e della cresima, ha dato la forza ai cristiani di essere degli autentici testimoni della luce, per diffondere il regno di Dio.

Nostro Signore Gesù, «che il Padre santificò e inviò nel mondo» (Gv 10, 36), ha reso partecipe tutto il suo corpo mistico di quella unzione dello Spirito che egli ha ricevuto: in esso, infatti, tutti i fedeli formano un sacerdozio santo e regale, offrono a Dio ostie spirituali per mezzo di Gesù Cristo, e annunziano le grandezze di colui che li ha chiamati dalle tenebre nella sua luce meravigliosa (Presbyterorum ordinis 2).

La parola di Dio, poi, è punto di riferimento e luce che illumina i passi dell’uomo: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119, 105); «La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici» (Sal 119, 130).

 

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