L’olio per le sue innumerevoli proprietà alimentari e curative è sempre stato uno degli elementi fondamentali nelle culture dei popoli. L’olio è citato spesso nella Sacra Scrittura. L’importanza che gli viene riservata deriva anche dal fatto che è fonte di luce: attraverso di esso, infatti, le lampade mantengono viva la fiamma. Dona forza e tonicità: per questo motivo gli atleti, già dall’antichità, lo spalmavano sui muscoli. Questi significati li troviamo, trasfigurati, anche sul piano spirituale. L’unzione con cui riceviamo lo Spirito Santo ha il compito di mantenere viva la fiamma della fede che arde in noi e al tempo stesso ha il compito di fortificarci per fare la volontà di Dio, superando le difficoltà che incontriamo sul nostro cammino, come è capitato agli apostoli: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra» (At 1, 8).

L’unzione nella Bibbia è il segna della elezione e della consacrazione dei re e dei sacerdoti: Dio dice a Mosè: «Farai avvicinare Aronne e i suoi figli all’ingresso della tenda del convegno e li farai lavare con acqua (…) Poi prenderai l’olio dell’unzione, lo verserai sul suo capo e lo ungerai» (Es 29, 4.7). E al profeta Elia: «Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e ungerai Eliseo figlio di Safàt, di Abel-Mecol come profeta al tuo posto» (1 Re 19, 16). E nel Salmo per la consacrazione di un re: «Dio, il tuo Dio ti ha consacrato olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali» (Sal 45, 8). Nella consacrazione di Davide, «Samuele lo consacrò con l’unzione in mezzo ai fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi» (1 Sam 16, 12-13). Nell’Antico Testamento, l’olio indica anche la forza di Dio: «Tu mi doni la forza di un bufalo, mi cospargi di olio splendente» (Sal 92, 11).

Nel Nuovo Testamento, Gesù viene chiamato Cristo, che significa Unto del Signore, cioè Messia. Nella sinagoga di Nazaret, Gesù apre il rotolo del profeta Isaia e legge: «Lo Spirito del Signore è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione» (Is 61, 1). Troviamo, inoltre, alcuni riferimenti all’unzione dei malati: gli apostoli «partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano» (Mc 6, 12-13); san Giacomo esorta così i cristiani: «Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore» (Gc 5, 14).

San Paolo parla di un’unzione spirituale: «È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (2 Cor 21, 22).

Il gesto dell’unzione è presente nei sacramenti. Nel battesimo vi sono due unzioni, sul petto e sulla fronte del battezzando; nella confermazione, il vescovo unge la fronte del cresimando; nell’ordinazione dei presbiteri, il vescovo ordinante unge le mani del nuovo sacerdote e nell’ordinazione episcopale unge la fronte del novello vescovo; nell’unzione degli infermi, il ministro unge la fronte e le mani del malato. Anche nel rito di consacrazione di una nuova chiesa vi è l’unzione dell’altare e delle pareti, nei quattro punti cardinali.

Durante le celebrazioni liturgiche vengono usati tre tipi di olio: l’olio dei catecumeni, nella prima unzione del sacramento del battesimo; il crisma, composto da olio e balsami aromatici, nella seconda unzione del battesimo, nella confermazione (il termine cresima deriva proprio da crisma), nell’ordinazione sacerdotale ed episcopale e nella dedicazione di una nuova chiesa; l’olio degli infermi, infine, viene usato nell’unzione degli infermi. Questi oli vengono benedetti dal vescovo durante la celebrazione eucaristica in cattedrale la mattina del Giovedì santo; al termine, gli oli vengono consegnati ai parroci, che li portano nelle loro comunità.

L’unzione indica, quindi, consacrazione e presa di possesso dello Spirito Santo, perché coloro che vengono uniti ricevano sostegno e forza. Con l’unzione, che abbiamo ricevuto nei sacramenti, partecipiamo all’unzione di Cristo, e siamo realmente cristiani, cioè unti, se la viviamo in pienezza e con coerenza. Questo avviene, principalmente, con la testimonianza cristiana che si deve dare nella società; perché nel battesimo e nella cresima siamo stati unti, cioè inviati a testimoniare il messaggio di Gesù.

L’olio, come l’aria, l’acqua, la luce, appartiene a quelle realtà elementari del cosmo che meglio esprimono i doni del Dio creatore, redentore e santificatore. L’olio è sostanza terapeutica, aromatica e conviviale: medica le ferite, profuma le membra, allieta la mensa. Questa natura dell’olio è assunta nel simbolismo biblico-liturgico ed è caricata di un particolare valore per esprimere l’unzione dello Spirito che risana, illumina, conforta, consacra e permea di doni e di carismi tutto il corpo della Chiesa (Pontificale Romano, Premesse).

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