Segni e simboli cristiani

 

Il buon pastore è uno dei simboli più ricorrenti nella Chiesa delle origini. Nell’Antico Testamento troviamo alcuni brani in cui questa figura si accosta a Dio, il quale «rimprovera, corregge, ammaestra e guida come un pastore il suo gregge» (Sir 18, 13). Nei Salmi, poi, preghiamo in questo modo: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce» (Sal 23, 1-2).

Nel Vangelo, compimento della rivelazione, Gesù si presenta come il buon pastore che offre la vita per le pecore (cfr. Gv 10, 11). Egli ha talmente a cuore le sue pecore che va in cerca di quella perduta, per riportarla all’ovile e, trovatala, pieno di gioia, se la mette sulle spalle e la riporta a casa (cfr. Lc 15, 4-6). Per lo stesso motivo, alla fine dei tempi, come giudice giusto Gesù le separerà dai capri (cfr. Mt 25, 32).

Ma l’immagine del buon pastore significa anche che il Signore ci vuole condurre, e noi dobbiamo seguirlo; egli ci guida specialmente mediante i vescovi e i sacerdoti, i pastori, cioè, coloro ai quali è affidata la Chiesa. Tutto questo lo troviamo ben espresso nella “Lumen gentium”:

Esercitando [i sacerdoti], secondo la loro parte di autorità, l’ufficio di Cristo, pastore e capo, raccolgono la famiglia di Dio, quale insieme di fratelli animati da un solo spirito, per mezzo di Cristo nello Spirito e li portano al Padre e in mezzo al loro gregge lo adorano in spirito e verità (cfr. Gv 4, 24). Si affaticano inoltre nella predicazione e nell’insegnamento (cfr. 1 Tm 5, 17), credendo ciò che hanno letto e meditato nella legge del Signore, insegnando ciò che credono, vivendo ciò che insegnano (LG 28).

Se saremo docili ai nostri pastori, «l’Agnello sarà il nostro pastore e ci condurrà alle fonti delle acque della vita» (Ap 7, 17).

 

 

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